«Sono la mamma di una bambina con autismo. Non sono un caso eccezionale. In Provincia ne abbiamo più di 100, tutti ben nascosti nelle case...».
Comincia così lo sfogo di una mamma disperata perché vive nella parte dell'Italia sbagliata. Quella che non presta le cure giuste a sua figlia.
«Oggi – prosegue raccontando la sua storia - la piccola ha sei anni, e per tre anni ha fatto le terapie classiche dei Centri (pochi) convenzionati con l'Asl, visto che a Benevento la stessa Asl non ha terapisti propri. La bambina ha avuto una diagnosi precoce a 22 mesi e alternativamente per qualche ora a settimana, per tre anni, ha fatto terapie del tutto inefficaci.
Grazie a Facebook vengo a sapere da altre mamme di Salerno che vi sono nuove terapie già da molti anni utilizzate in Puglia, Lombardia, Friuli e che ora esiste addirittura un Master all'Università di Salerno per queste terapie che si chiamano ABA.
Non ci sono terapisti ancora in numero sufficiente, ma il dramma è che a Benevento i centri autorizzati non sono attrezzati. Inoltre questa terapia vuole essere organizzata in modo da dare sostegno a scuola, al parco, nel centro commerciale (come è difficile uscire, ma ringrazio chi per strada mi ha sempre aiutato) perché i bambini autistici hanno difficoltà ad uscire e a socializzare, e l'ultima cosa che devono fare è stare chiusi sempre nello stesso posto, per poi essere rinchiusi definitivamente come malati inutili quando i genitori non ci saranno più».
Una storia di speranza spezzata che si intreccia anche ai sogni di giovani professionisti che per questo lavoro si formano. «Trovo giovani studentesse beneventane (tante) che con grande fatica anche economica di stanno specializzando a Roma, Milano, Bari e Salerno, e che non "possono" lavorare nei centri.
Da oltre sei mesi stanno lavorando con mia figlia. La bambina non ha più il pannolino, da completamente muta oggi usa oltre 200 parole, si veste, scrive e legge sillabe. Risponde al saluto e ora inizia a guardarci negli occhi. Abbiamo una gioia incontenibile che vogliamo assicurare a tutti gli altri genitori. Siamo fiduciosi che a settembre possa iniziare la prima elementare serenamente.
Io non so e non lo voglio sapere e non mi interessa perché i Centri Autorizzati non siano ancora attrezzati, ma visto che giovani della nostra Provincia sono già in grado di fare queste terapie, queste devono essere assicurate ai bambini. Articolo 38 della nostra Costituzione!
Ormai a Benevento i giovani non trovano collocazione, e non mi sembra giusto che dopo tanto lavoro non riescano ad essere inseriti.
Che l'Asl faccia un gesto di coraggio e accetti queste nuove terapie e apra la strada ai nostri giovani, dando sollievo a decine di famiglie beneventane chiuse con i loro bambini "particolari" in casa, come me ora».
Alla sua lettera questa mamma che lotta per migliorare il futuro della figlia allega la fotografia dei giovani professionisti che hanno concluso il percorso di formazione per aiutare i bambini con autismo «giovani campani pieni di fiducia e con un lavoro coraggioso! Non vogliono diventare manager o consiglieri comunali, ma stare vicino a bambini disabili, e andrebbero premiati solo per questo.
Vi faccio notare che tra loro ci sono papà e mamme, che pur di aiutare i figli sono tornati nei banchi di scuola, come me e mio marito».
Madel
