Non ci stanno a dimenticare. Lì è morta una donna. Una vita spezzata che non può scivolare nell'oblio. E allora la memoria diventa fondamentale per un lavoro quotidiano. E' così che nasce un evento in memoria di Esther, la prostituta nigeriana assassinata lo scorso giugno a Benevento.
Questa mattina i volontari della Caritas e della Chiesa Cristiana Fiumi di Grazia si sono dati appuntamento per ripulire il luogo in cui la donna fu ritrovata per ripulirlo e sottrarlo al degrado.
Un gesto in vista dell'appuntamento “Esther per non tacere: le panchine del vero Amore”, che si terrà a Benevento il 3 settembre tra Piazza Colonna e il viale Principe di Napoli fino all’ingresso del Parco Cellarulo.
«A giugno una donna è stata uccisa nella nostra città. Una schiava della tratta mondiale che porta le nigeriane a Castel Volturno. La città non può rimanere indifferente, dobbiamo dire con forza che non deve più accadere. Ripuliamo questo luogo perché diventi luogo di memoria e non di abbandono. L'evento del 3 settembre sarà dedicato non solo ad Esther ma a tutte le donne. Occuperemo simbolicamente le panchine come luogo di socializzazione sana e non reclutamento quale è adesso».
Così Angelo Moretti per la Caritas Diocesana di Benevento.
«In sintonia con i fratelli della Caritas siamo qui. Per tutti è stato terribile pensare che nella nostra città sia stata uccisa una donna, dopo essere stata maltrattata e abusata. Con questo evento vogliamo restituire uno spazio vivibile alla città. E dire che la Benevento che desidera vedere un cambiamento c'è, al di là delle religioni. Il 3 settembre ospiteremo anche un concerto del rapper Shoek che canta brani a tematica sociale».
Così, invece, Roberto Sferruzzo, pastore della Chiesa Cristiana Fiumi di Grazia.
«Sono davvero felice di queste iniziative – ha spiegato il sindaco Clemente Mastella presente al progetto– spero che possano proseguire. Mi piace questo spirito civico recuperato». E sul fenomeno della prostituzione ha commentato: «Va castigato nel modo che le leggi consentono. L'unica cosa che possiamo fare è attuare deterrenti. Da qui siamo riusciti a mandarli via con un'opera di contrasto. Lavoreremo anche nelle altre zone verso le quali si sono spostate».
Mariateresa De Lucia
