Aree pedonali e bici: la guerra santa dei pedalatori

A Benevento scatta il divieto. Come a Salerno. Ad Avellino, boh.

Nelle ordinanze si vogliono tutelare i pedoni. I ciclisti: così favorite il ritorno alle auto. La soluzione? Le piste ciclabili. Ma in pochi le chiedono. E nessuno le fa. O le cura.

Benevento.  

 

di Luciano Trapanese

Non è la guerra alle biciclette. E neppure ai ciclisti. Eppure il divieto di transito su due ruote nelle aree pedonali sta sollevando un mare di polemiche. A Benevento la decisione del sindaco Mastella ha suscitato le sdegnate reazioni degli amanti del pedale. Ad Avellino il sindaco Foti ha prima emesso una ordinanza di divieto – dopo una serie di incidenti -, poi di fronte alla marea crescente delle proteste ha fatto marcia indietro. A Salerno non si discute: sulle aree pedonali chi vuole andare in bici scende dalla sella e cammina accanto alla due ruote.

C'è un paradossale furore ideologico intorno alla questione. Ma come, vogliamo ridurre le auto e poi mettiamo limiti alle biciclette? Dicono gli amanti della bici (sempre più spesso con pedalata assistita). La risposta: è una questione di sicurezza, c'è chi sfreccia a tutta velocità esibendosi in uno sport assai particolare: lo slalom tra pedoni. Con possibili e dolorose conseguenze per chi passeggia ignaro (Avellino docet).

Diciamolo: è una faccenda che fa discutere, ma che potrebbe avere una soluzione logica. Anche perché mettere insieme le esigenze dei pedalatori, con la sicurezza dei pedoni non sarebbe così difficile: basterebbe garantire la creazione di piste ciclabili lungo altre strade cittadine. Per assicurare l'incolumità non solo dei passeggiatori, ma anche degli stessi ciclisti (in questo caso dagli automobilisti).

In pratica, evitiamo di zigzagare tra la folla, ma metteteci nelle condizioni di pedalare tranquilli nel resto dell'area urbana.

E quindi: piuttosto che pretendere il diritto di andare in sella su una zona destinata ai pedoni, ottenere – com'è giusto che sia – la possibilità di utilizzare la bici altrove. E in questo caso sì, ridurre al minimo l'uso inquinante delle automobili.

Insistere sulla necessità di andare sul corso in bici, senza pretendere una alternativa non porterà a nessun risultato. Almeno a Benevento (ad Avellino evidentemente sil sindaco non era così convinto della decisione). Mastella è stato categorico: non si torna indietro. Niente due ruote sulle aree pedonali. Insomma, almeno nel Sannio, il braccio di ferro non serve a nulla. E la protesta destinata a spegnersi. Magari a suon di multe.