«Se venite qui di mattina le vedrete arrivare con il treno. Poi si spargono nelle strade adiacenti al viale (ndr Principe di Napoli) e vengono contattate dai clienti attraverso i cellulari. Vanno via nel pomeriggio».
Così Antonio Cancellieri, presidente del comitato Rione Ferrovia, racconta il suo quartiere.
A Benevento la zona della stazione centrale è ormai luogo di prostituzione. «Negli ultimi 4 anni la presenza di queste ragazze é aumentata tantissimo. Stiamo subendo questa invasione quotidianamente. Sappiamo che sono schiave ma per noi è difficile».
Una denuncia amara: «Per un genitore è straziante pensare che quando le proprie figlie escono di casa vengono avvicinate da chi sta cercando altro».
Il sesso a pagamento diventa, così, la piaga per un'intera comunità. «Come comitato di quartiere tentiamo di essere presenti. Sosteniamo eventi come questo e abbiamo provato a sensibilizzare le istituzioni ma, fino ad oggi, hanno fatto ben poco».
Uno sfogo disperato ma non rassegnato che arriva durante l'evento promosso dalla Caritas e dalla Chiesa Cristiana Fiumi di Grazia con l'occupazione simbolica delle panchine del Rione Ferrovia che da punto di adescamento tornano ad essere punto di socializzazione. Questo il senso di “Esther: Per non tacere. Le panchine del vero Amore”.
«Quello che è accaduto a giugno non deve ripetersi - dice Angelo Moretti, della Caritas -. Gli organi competenti indagano, noi non possiamo rimanere indifferenti e dobbiamo fare qualcosa. Il 18 giugno, in una marcia silenziosa abbiamo detto un forte no, oggi diciamo un grande sì. Se il quartiere si vive così con musica, teatro e arte creiamo anticorpi importanti per questi fenomeni che sono degenerazione della socialità. È così che trasformiamo le panchine da luogo di reclutamento a luogo di aggregazione».
Ed infatti la Caritas ha promosso una serie di attività durante il pomeriggio. Particolarmente toccante la performance della Solot, compagnia stabile di Benevento.
Quindi un giro lungo Viale Principe di Napoli e nelle strade adiacenti. Infine appuntamento a quello che è ormai noto come il Giardino di Ester.
«Lo abbiamo reso luogo della memoria - prosegue Moretti- lo abbiamo strappato al degrado e la sua pulizia è un segnale forte. Non dobbiamo dimenticare ciò che è accaduto. Abbandonare i luoghi significa regalare spazio al degrado».
E in serata, infatti, il Giardino dove fu trovato il cadavere di Esther ha ospitato il concerto del rapper Shoek.
All'evento ha preso parte anche l'assessore alle politiche sociali Patrizia Maio, che dopo aver lodato l'iniziativa, ha chiarito: «sono eventi fondamentali anche per far sapere ai soggetti deboli che il Comune c'è, le associazioni di volontariato ci sono ed esiste la possibilità di essere aiutati».
È ancora ha aggiunto: «Ho da poco incontrato il vicario della prefettura. Attueremo un tavolo di concertazione per il controllo degli extracomunitari, per integrarli secondo linee guida dettate da ministero degli Interni e degli sprar».
Mariateresa De Lucia
