Turismo: mancano i cartelli arriva la "segnaletica umana"

E' la singolare iniziativa di Campus, laboratorio civico di studio, proposta e azione

Benevento.  

Si sono trasformati in cartellonistica umana per sopperire ad una delle mancanze più odiose di Benevento: la segnaletica per i monumenti e i beni culturali. 
Un “bliz” che ha visto scendere in strada gli aderenti a Campus, laboratorio civico permanente di studio, proposta e azione.
Si sono ritrovati in piazza Santa Sofia perché la prima tappa del progetto ha voluto accendere i riflettori sull'Hortus Conclusus.
Il giardino firmato da Mimmo Paladino è stato il centro della loro ultima iniziativa dedicata alla pulizia dell'arena per gli spettacoli, alle spalle dell'Hortus.
Ma anche il cuore del lavoro dell'artista della transavanguardia non può certo vantare condizioni ottimali.
Oltre ad interventi di manutenzione all'interno della particolarissima opera occorrerebbe una degna valorizzazione con adeguate indicazioni per i turisti.
Dunque i volontari di Campus sono partiti proprio dall'Hortus con un ospite speciale: l'Arcivescovo di Benevento Felice Accrocca.

Il presule stava mostrando la città ad alcuni fedeli di Latina quando ha potuto “usufruire” della guida dei componenti di Campus per conoscere l'opera di Paladino.
«E' la prima volta che vengo qui – ha commentato Accrocca – e ho scoperto uno spazio molto bello che lega passato e futuro. Un luogo che dice come la memoria sia parte costitutiva dell'esistenza, senza memoria non ci si proietta nel futuro. E' la seconda opera di quest'artista che ammiro dopo la chiesa a Paduli e sono impressionato dalle sua capacità».
E sul turismo culturale come ipotesi di sviluppo l'Arcivescovo ha aggiunto: «E' una possibilità ma occorre il rilancio delle infrastrutture per rendere la città facilmente raggiungibile».

A spiegare l'azione di Campus, invece, Nico De Vincentiis: «Il nostro intento è sensibilizzare all'istallazione di una adeguata segnaletica turistica. L'attuale risale a quarant'anni fa. Da allora non è stato più fatto nulla, in attesa di un progetto ricco e 'fantasmagorico' ma mai concretizzato. Eppure per la segnaletica serve ben poco».
Per De Vincentiis punto di partenza dovrebbe essere una maggiore comprensione del patrimonio cittadino tanto dalla comunità quanto dalle istituzioni.
Il pensiero corre al fossile di baby dinosauro Ciro il cui abbandono, nella scorsa estate, è tornato alla ribalta.
«La Soprintendenza che mette in mostra Ciro con un'esposizione di cui nessuno sa nulla chiede una sinergia tra istituzioni. Mi sembra un'assurdità» aggiunge.
E così la seconda tappa del pomeriggio da “segnaletica turistica umana” per i volontari di Campus è proprio dinanzi all'ex Carcere San Felice, sede della Soprintendenza e casa del piccolo Ciro.
Quindi una proposta che invita tutti ad una partecipazione più attiva e vitale: «Speriamo che si creino gruppi di cartellonistica umana e che ogni sabato e domenica, aggiungendo altri monumenti, si impegnino a sostituirsi a quella purtroppo assente».

 

Mariateresa De Lucia