Sarà il gup Maria Ilaria Romano, il prossimo 11 luglio, a decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Marcella Pizzillo nei confronti delle ventisette persone tirate in ballo da un'indagine della polizia stradale su un presunto giro di patenti e di carte di qualificazione per i conducenti professionali false.
Si tratta dell'inchiesta di cui l'opinione pubblica era venuta a conoscenza nell'aprile del 2014, quando erano state eseguite due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari (ed altrettanti obblighi di dimora), poi annullate dal Riesame. L'arresto era scattato per Nicola Petrucci (avvocato Mario Villani), 38 anni, di Fragneto Monforte, titolare, fino all'ottobre 2011 dell'autoscuola Petrucci di Morcone, e Ignazio Catauro (avvocato Grazia Luongo), 40 anni, di Villaricca, in provincia di Napoli, titolare dell'autoscuola Roma e delle consorziate “Consorzio autoscuole Roma”, sempre nel napoletano.
Le accuse, a vario titolo: truffa, falso materiale ed ideologico, ricettazione. L'attività investigativa era partita alla fine del 2011 grazie a un dipendente della Motorizzazione civile di Benevento che si era ritrovato tra le mani una patente autentica ma mai registrata negli archivi centrali della Motorizzazione di Roma. Il documento di guida era stato presentato da una donna che aveva scoperto un errore nei campi anagrafici.
Da lì la segnalazione alla polstrada di Benevento, che aveva avviato le indagini. Si trattava di una delle migliaia di patenti autentiche e ancora in bianco rubate nei mesi precedenti dagli uffici della Motorizzazione di Taranto. Un documento successivamente compilato e consegnato all'interessato, senza sostenere alcun esame.. A tradire l'automobilista, però, era stato il numero di stampa.
Dagli accertamenti, condotti anche con intercettazioni telefoniche, era emerso un presunto giro di scuole guide e collaboratori che “commercializzavano” in cambio di denaro patenti mai conseguite o che dovevano essere rinnovate. Un caso, quest'ultimo, che aveva riguardato un detenuto che non sarebbe stato sottoposto ad alcuna visita. Nell'elenco di coloro che sono stati chiamati in causa figurano oltre una dozzina di dipendenti dell'Asia assunti a tempo determinato, che avrebbero ottenuto i certificati di abilitazione come autista, e della società interinale di fornitura lavoro temporaneo “Gi Group”.
Oltre a quelli già ricordati, sono impegnati nella difesa gli avvocati Italo Palumbo, Nazzareno Lanni, Roberto Pulcino, Antonio Leone, Giovanni La Motta, Natascia Pastore, Raffaele Tibaldi, Lucio Mariano Sena, Nunzio Gagliotti, Costantino D'Angelo, Carlo Caradente Giarrusso, Luca Cavuoto, Nicola Marino, Roberto Abbatiello, Marica Grande, Raffaele Leone, Carmine Verde.
Esp
