Domani l'autopsia di Antonio, saranno presenti più consulenti

L'esame sarà eseguito da un medico legale di Foggia

Benevento.  

L'appuntamento è in programma nella tarda mattinata di domani dinanzi al pm Miriam Lapalorcia, che affiderà al medico legale Stefania Bello, in arrivo da Foggia, l'incarico dell'autopsia di Antonio Parrella, il 32enne di Benevento morto giovedì al Rummo per un gravissimo trauma cranico che sarebbe stato provocato dai colpi subiti in un'aggressione in un ristorante alla contrada Pino.

La specialista eseguirà subito dopo l'esame, al quale saranno presenti, come consulenti di parte, il dottore Michele Selvaggio, indicato da Umberto Sferruzzi (avvocato Antonio Leone), 27 anni, in carcere con l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi, e il professore Fernando Panarese, scelto dalla mamma, dai fratelli e dalle sorelle della vittima, assistiti dagli avvocati Grazia Luongo e Angelo Leone. Si tratta di un momento importante nell'indagine che la Squadra mobile sta conducendo, perchè servirà a stabilire quante lesioni abbia riportato il giovane e quale sia stata quella letale.

Il Pm, che ha visto accolta dal gip Roberto Melone, che non aveva invece convalidato il fermo, la richiesta di custodia cautelare a Capodimonte per Sferruzzi, ritiene, sulla scorta dell'attività investigativa fin qui svolta, e tutt'altro che conclusa, anzi, che Antonio Parrella sia stato picchiato da più persone anche mentre, dopo essere caduto dalle scale per uno dei calci ricevuti, era riverso, ormai esanime, nel giardino del locale, dove era rimasto per tre quarti d'ora. Quando, andati via tutti, era stata la proprietaria della struttura a dare l'allarme..

Una ricostruzione alla quale Sferruzzi, quando è comparso ieri al cospetto del giudice, ha offerto la sua, respingendo ogni sospetto. Escludendo la rissa e facendo riferimento solo ad uno screzio sorto tra il cantante ed Antonio, con quest'ultimo che all'improvviso sarebbe corso via, precipitando lungo le scale. Aggiungendo, inoltre, di essere caduto anch'egli, fratturandosi la gamba sinistra: un incidente che gli aveva impedito di soccorrere il malcapitato, così come avrebbe voluto.

L'abbiamo già scritto, lo ripetiamo. Nel mirino c'è anche il movente dell'episodio: è stata la tragica degenerazione, firmata da più mani, del diverbio iniziale, oppure c'è altro dietro una storia costata la vita al papà di una bimba in tenera età? Interrogativi ai quali sta cercando di dare una risposta il lavoro degli inquirenti, che nelle prossime ore potrebbe essere scandito dall'escussione di quanti erano alla festa, anche di coloro che erano stati ascoltati nell'immediatezza, e dei familiari di Antonio.

Esp