E' stato picchiato a mani nude, le lesioni subite non sono compatibili con una caduta. Ma con la violenza di cui è rimasto vittima Antonio Parrella, 32 anni, morto giovedì al Rummo. Stroncato da una devastante emorragia cerebrale che non gli ha dato scampo, contro la quale, probabilmente, non ci sarebbe stato alcunchè da fare anche se fosse stato soccorso prima.
E' stato colpito più volte con pugni, dai quali sembra essersi difeso poco, che lo hanno centrato al volto ed alla testa, e con calci al torace. Anche quando era già riverso nel giardino del ristorante dove era stato invitato, mercoledì a pranzo, ad una festa di compleanno.
E' il quadro che sarebbe emerso dall'autopsia che il medico legale Stefania Bello, di Foggia, ha eseguito questo pomeriggio dopo aver ricevuto l'incarico dal pm Miriam Lapalorcia, titolare delle indagini condotte dalla Squadra mobile.
All'esame, andato avanti per oltre quattro ore, sono stati presenti il dottore Michele Selvaggio ed il professore Fernando Panarese. Il primo è stato indicato da Umberto Sferruzzi (avvocato Antonio Leone), il 28enne che il gip Roberto Melone ha lasciato in carcere con l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi dopo aver ritenuto non credibile la versione dei fatti offerta durante l'interrogatorio; Panarese è invece il consulente scelto dalla mamma, dai fratelli e dalle sorelle del giovane, rappresentati dagli avvocati Grazia Luongo e Angelo Leone.
L'autopsia, che sarà corredata anche da una serie di accertamenti sulla corrispondenza tra i segni lasciati dalle botte e gli indumenti sequestrati, ha chiuso una giornata che sul versante investigativo è stata scandita dall'escussione dei presenti nel locale di contrada Pino, anche di coloro che erano già stati ascoltati, e di alcuni familiari di Parrella. L'obiettivo è ricostruire in modo compiuto le fasi dell'aggressione, che gli inquirenti sospettano sia stata compiuta da più persone. Perchè? Per un banale screzio degenerato sotto l'effetto dell'alcol o per altro?
Esp
