Omicidio Parrella, quei dubbi ancora irrisolti

Ieri i funerali del 32enne morto giovedì al Rummo

Benevento.  

Ora che è stato dato l'ultimo saluto ad Antonio Parrella, il cui ricordo dovrà lenire il dolore di quanti gli volevano bene, resta da capire se l'indagine sulla sua terribile fine sia destinata a riservare sviluppi o se, al contrario, possa essere cristallizzata solo nella presunta responsabilità di Umberto Sferruzzi, il 28enne, di Benevento come la vittima, che aveva quattro anni in più, che da giovedì scorso è rinchiuso nel carcere di contrada Capodimonte. Schiacciato da un'accusa, quella di omicidio aggravato dai futili motivi, prospettata in un'ordinanza di custodia cautelare adottata dal gip Roberto Melone su richiesta del pm Miriam Lapalorcia, titolare dell'attività investigativa condotta dalla Squadra mobile.

Un provvedimento che la difesa, rappresentata dall'avvocato Antonio Leone, cercherà di smontare nei prossimi giorni dinanzi al Tribunale del Riesame, sia sul versante dei gravi indizi di colpevolezza che il giudice ha ravvisato, sia su quello delle esigenze cautelari, dettate dal pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato.

Allo stato, dunque, Sferruzzi avrebbe causato la morte di Parrella inseguendolo e colpendolo con calci e pugni al volto, alla testa ed al torace. Secondo il giudice, che fa riferimento anche alle immagini, “seppure non molto dettagliate', restituite da una telecamera, è lui la persona che ha aggredito il 32enne. Chi ha agito, vestiva “una maglietta bianca, un pantalone scuro e scarpe bianche coerenti con l'abbigliamento indossato da Sferruzzi”. Quanto alle scarpe, poi, “le tracce lasciate dall'impronta di quelle in uso a Sferruzzi presentano una perfetta compatibilità e sovrapponibilità con quelle rilevate dalla Scientifica sul terreno teatro dell'evento delittuoso”. Se davvero è andata così, perchè Sferruzzi si è scagliato contro Parrella? E ancora: è stato solo lui a picchiarlo o l'hanno fatto anche altri?

Lui, l'indagato, quando è stato interrogato, ha escluso ogni responsabilità, sostenendo di aver visto Parrella correre all'improvviso, e poi cadere lungo le scale, dopo uno screzio con il cantante che stava allietando la festa di compleanno; aggiungendo di essere anch'egli caduto, facendosi male ad una gamba, mentre si precipitava a soccorrere il malcapitato. Una versione alla quale il gip non ha creduto, per questo l'ha lasciato in cella.

Esp