Ennesimo bollettino “di guerra” quello odierno per quanto riguarda gli incendi nel Sannio. Taburno, San Leucio, Arpaise, Sant'Agata dei Goti, Paduli e l'hinterland beneventano. Queste le zone principalmente colpite dai roghi, probabilmente tutti di natura dolosa. Momenti di apprensione per l'incendio divampato a Pannarano non lontano da due fabbriche di fuochi pirotecnici. In azione più squadre dei vigili del fuoco e dell'antincendio boschivo della Regione e tre elicotteri dei pompieri e delle società convenzionate.
Sull'emergenza incendi tuona ancora una volta la Usb vigili del fuoco che continua a denunciare “lo stato di abbandono delle istituzioni e la mancata prevenzione sul territorio dagli Enti preposti. Una mancata vigilanza sul territorio – scrivono - permette a questi piromani di continuare imperterriti a dare fuoco su larga scala. Proponiamo anche da parte dei sindaci interessati tramite protezione civile ad un pattugliamento per la salvaguardia”.
Anche il presidente della Provincia, Claudio Ricci è intervenuto sui tantissimi roghi che stanno devastando anche il Sannio, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “In queste ore assistiamo allo scempio dei nostri boschi anche a ridosso dei centri abitati per mano di alcuni criminali che vanno perseguiti con la massima severità.
Nel mentre rendo un sentito omaggio ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile regionale per la loro azione di contrasto, ho il dovere di esprimere la mia sincera gratitudine per quello che stanno facendo anche gli Operai forestali della Provincia impegnati nell’Antincedio.
Li ho visti fare cose incredibili, con grande coraggio e capacità professionale.
Dal 12 luglio all’8 agosto questi 29 uomini, divisi in 4 squadre, hanno effettuato 74 diversi interventi su un’area di oltre 265 ettari attaccati dalle fiamme. Lo hanno fatto con autentico “sprezzo del pericolo”. Hanno contribuito a salvare paesaggi straordinari e molto probabilmente anche vite umane. Inoltre, altri 32 uomini dell’organico della Provincia sono intervenuti per completare il lavoro dei Colleghi e cioè mettere subito in sicurezza per quanto possibile le aree incendiate: spesso sono incombenti sulle strade provinciali innumerevoli tronchi bruciati. Inoltre si sta cominciando a predisporre il lavoro per piantare al posto degli alberi bruciati essenze arboree autoctone, come il leccio, che, a differenza dei pini, non vanno a fuoco come cerini. Queste persone hanno lavorato e lavorano in condizioni ambientali assai difficili a causa delle elevatissime temperature di questi giorni. Peraltro lo fanno per puro spirito di servizio perché il loro sacrosanto stipendio, guadagnato – è proprio il caso di dirlo - con il suore della fronte, lo percepiscono solo grazie alle anticipazioni di cassa della Provincia, mentre la Regione assegna con fortissimo ritardo di mesi i soldi che mettiamo a disposizione di chi se li è guadagnati a rischio della propria vita. Anche per questo io ringrazio di cuore i forestali della Provincia, così come mi compiaccio per la direzione dei Tecnici del Settore dell’Ente e, per il lavoro coordinamento, consigliere provinciale delegato Renato Lombardi”.
