Omicidio e cattura Messina, chiusa la ferita aperta dal 2015

Le indagini hanno condotto la Mobile in Croazia, dove si nascondeva il 35enne condannato

omicidio e cattura messina chiusa la ferita aperta dal 2015
Benevento.  

Fiuto investigativo racchiuso nella capacità di analizzare le informazioni in possesso, anche quelle apparentemente minori, nella speranza che attraverso una di esse possa essere creato un varco nel muro eretto da chi si sta nascondendo, sfruttandone ogni momento di debolezza; l'uso della tecnologia e la collaborazione a livello europeo.

Sono le tre direttrici lungo le quali si è mosso il lavoro, coordinato dalla Procura, che ha consentito alla Squadra mobile di scovare in Croazia, dove era scappato da ventiquattro giorni, Paolo Messina, 35 anni, di Benevento, condannato a 25 anni per l'omicidio di Antonello Rosiello. E, su un piano più complessivo, di sanare la ferita che inevitabilmente si era aperta nella percezione che l'opinione pubblica ha avuto dell'intera vicenda. Perchè Paolo Messina, reo confesso del delitto compiuto a colpi di pistola esattamente quattro anni fa – 25 novembre 2013 -, era stato arrestato all'epoca dalla Mobile, ma dopo poco più di un anno – gennaio 2015 – aveva lasciato il carcere per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

Un errore della Procura, sfruttato dall'avvocato Angelo Leone, difensore dell'allora 33enne, sottolineato dalle parti civili, attraverso i loro legali, anche durante il processo, che l'imputato aveva potuto seguire in stato di libertà.

Un lasso di tempo nel corso del quale era però stato fermato in più di un'occasione per violazione della sorveglianza speciale. Lo scorso 31 ottobre, infine, la sentenza della Corte di Assise, letta in assenza di Messina, e, poi, l'adozione di una ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm Miriam Lapalorcia. Quando gli uomini del vicequestore Emanuele Fattori avevano raggiunto l'abitazione del destinatario del provvedimento, non l'avevano però trovato. Una circostanza che aveva suscitato una ulteriore, dura presa di posizione dei familiari della vittima.

E' da allora che Messina aveva fatto perdere le sue tracce. La ricostruzione dei suoi movimenti parla di un viaggio in moto di 1600 chilometri, quelli percorsi per arrivare a Zara. E' nella città croata che si era rifugiato, è lì che lo hanno acciuffato. Maledetta, per lui, una scheda sim 'dedicata'. Della serie: quando la cattura corre sul filo del telefono.

Esp