Indagine Asl, tre processi: tutti in aula l'11 gennaio

Il tribunale deve decidere sulla riunione di alcuni di essi

Benevento.  

Tutti insieme l'11 gennaio. E' la data fissata dal Tribunale, che in quella occasione potrebbe decidere sulla richiesta di riunione di alcuni di essi, avanzata da più parti, per i tre processi scaturiti dall'indagine della guardia di finanza sull'Asl.

Il primo è relativo al filone principale dei mandati di pagamento, per il quale sono stati spediti a giudizio nove imputati: Felice Pisapia, ex direttore amministrativo, Federico Russo,  all'epoca dirigente dell’Unità operativa Farmaceutica dell’Asl; Michele Galietta, ex amministratore di diritto della società ‘Migapi Soluzioni srl’; Ercole Nittolo, amministratore di fatto della ‘Matrix srl’; Antonio Ionno, amministratore di diritto delle società ‘Gerim A di Ionno Antonio &C sas’ e ‘New Center sas’; Giovanni Rocco Cirocco, amministratore di fatto delle società ‘Gerim A di Ionno Antonio &C sas’ e ‘New Center sas’; Giovanni Sgueglia, amministratore di diritto della ‘Admin Group’; Giulio Carpinelli, già rappresentante legale della Modisan, che si era dimesso dalla carica dopo un avviso di garanzia che gli era stato notificato nel gennaio 2013; Angelo Piteo, amministratore di fatto della 'Modisan'.

Le accuse: truffa, peculato (solo per Pisapia e Russo), tentata truffa (solo per Pisapia, Piteo e Carpinelli). Nel mirino 1 milione e 400mila di euro che l'Asl avrebbe sborsato a sei società tra giugno 2009 e aprile 2012 per prestazioni che non sarebbero mai state eseguite o lo sarebbero state solo parzialmente.

Il secondo processo coinvolge solo l'ex direttore generale dell'Asl Michele Rossi accusato di truffa e falso dopo l'imputazione coatta decisa dal gip Flavio Cusani, che nella stessa occasione aveva invece ordinato l'archiviazione di altre sei posizioni.

I fatti contestati a Rossi riguardano le vicende Sanit e Modisan, le due società che gestivano il servizio 118 in associazione temporanea con la Modisan. La prima aveva denunciato di essere stata messa in difficoltà attraverso il ritardo nel pagamento delle fatture, a favore della stessa Modisan. Vicende a cavallo, dunque, tra il troncone dei mandati di pagamento e quello politico dell'inchiesta, al centro di un giudizio nel quale sono stati chiamati in causa, oltre a Pisapia e Rossi, Gelsomino Ventucci, all'epoca direttore sanitario, Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting dell'Asl, la parlamentare Nunzia De Girolamo, Luigi Barone, Giacomo Papa, collaboratori della De Girolamo, e il sindaco di Airola Michele Napoletano.

Come più volte ricordato, l'attenzione degli inquirenti è stata puntata su alcune vicende emerse dalle registrazioni di Pisapia: il trasferimento di un dirigente e di alcune strutture sanitarie, la presunta pretesa sulla nomina di un primario, il bar del Fatebenefratelli, le sedi Saut, le somme per i medici di cui sarebbe stata tentata la non compensazione. Storie racchiuse in accuse - alcune erano state formalizzate dopo l'imputazione coatta ordinata nell'aprile 2016 dal gip Cusani- che vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere, alla concussione (anche tentata) alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all'abuso d'ufficio (anche tentato) e all'offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.

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