Racket delle viti, giudizio immediato per cinque imputati

L'indagine del pm Rosa e dei carabinieri di Cerreto Sannita

Benevento.  

Saranno processate nelle forme del giudizio immediato – l'ha disposto il gip Maria Ilaria Romano su richiesta del pm Patrizia Filomena Rosa – le cinque persone coinvolte nell'indagine dei carabinieri del Nucleo operativo di Cerreto Sannita sul racket delle viti.

Niente udienza preliminare, dunque, e primo appuntamento in aula il 22 febbraio, dinanzi al giudice Anita Polito, per Annibale Zotti (avvocato Antonio Barbieri), 66 anni, il figlio Antonio, 40 anni (avvocato Ettore Marcarelli), di Solopaca; Guglielmo Labagnara, 69 anni, di Guardia Sanframondi, Giovanni Coletta, 57 anni, di Castelvenere - entrambi difesi dall'avvocato Antonio Di Santo (con l'avvocato Gabriele Nuzzi per Coletta) -, e Raffaele Cavaiuolo (avvocato Ettore Marcarelli), 57 anni, di Solopaca. Nel mirino degli inquirenti il denaro chiesto per la guardiania ai proprietari dei vigneti, che sarebbero stati costretti a sborsarlo, tra marzo ed ottobre 2015, per evitare il danneggiamento delle coltivazioni tra Guardia Sanframondi e Castelvenere.

Estorsione, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, ricettazione e violenza privata: queste le accuse contestate a vario titolo agli imputati, colpiti a marzo da un'ordinanza di custodia cautelare che il Riesame aveva però annullato. Di qui un'ulteriore attività investigativa che, corroborata anche dal contenuto di alcuni colloqui intercettai in carcere, era sfociata, cinque mesi più tardi, in un nuovo provvedimento restrittivo, stavolta confermato dal Tribunale della libertà, che nell'occasione aveva anche riqualificato i termini, racchiusi nella contestazione di violenza privata, dell'episodio di icui il 26 gennaio 2015 aveva fatto le spese Coletta, contro la cui Kia erano stati esplosi due colpi di pistola. Un gesto compiuto, a detta dell'accusa, per costringerlo a ridimensionare la sua attività.

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