"Non l'ho mai picchiata, le minacce di morte erano uno sfogo"

Interrogato il 41enne di Benevento arrestato per stalking all'ex moglie

Benevento.  

Ha escluso di aver picchiato l'ex moglie: “Le ho sempre voluto bene, non ho mai usato violenza nei suoi confronti...”. Ed ha provato a spiegare il tenore di quei messaggi ritenuti di stampo intimidatorio (“Ricordati che non sarà adesso ma prima o poi ti uccido, te lo giuro...”), definendoli il risultato di uno “sfogo”. Perchè lui, che non accettava l'idea che lei volesse separarsi e archiviare, così, il matrimonio, “non le ha mai fatto del male, né mai ne ha avuto l'intenzione”.

Si è difeso così il 41enne di Benevento che qualche giorno fa è finito agli arresti domiciliari in un'indagine diretta dal sostituto procuratore Miriam Lapalorcia e condotta dalla Squadra mobile. Assistito dall'avvocato Roberto Pulcino, l'uomo si è trovato questa mattina al cospetto del gip Loredana Camerlengo, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare a suo carico.

Appuntamento con l'interrogatorio di garanzia, andato avanti una ventina di minuti. Un lasso di tempo che l'indagato ha speso per fornire la sua versione dei fatti e cercare di allontanare da sé il pesantissimo quadro restituito dall'inchiesta. Che, come è ampiamente noto, ha messo nel mirino i suoi comportamenti, talmente reiterati da diventare, agli occhi degli inquirenti, atti persecutori. Lui avrebbe seguito i movimenti della donna, dopo essersi appostato sotto casa, l'avrebbe percossa, offesa e minacciata di morte.

Condotte che avrebbero costretto la malcapitata a cambiare le sue abitudini di vita: camuffandosi con parrucca ed occhiali, prima di uscire, per paura di essere riconosciuta, e adoperando l'auto di un parente per recarsi ogni giorno al lavoro. In una circostanza, poi, l'avrebbe cacciata dall'abitazione di fronte al suo no ad un rapporto sessuale. In attesa delle decisioni del giudice, la parola passa ora al Tribunale del riesame, dinanzi al quale la difesa impugnerà il provvedimento restrittivo.

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