Ha escluso la paternità del possesso dei 600 grammi di cocaina purissima: “Quella cocaina non è mia...”. Ed ha offerto alla valutazione del gip Gelsomina Palmieri una ricostruzione dei fatti diametralmente opposta a quella degli inquirenti. Sostenendo di essere entrato in quel rudere, che sorge a poca distanza dalla sua abitazione, perchè aveva sentito dei rumori, e di aver già trovato all'interno i poliziotti. Questa la versione offerta da Alessandro De Ieso, 45 anni, di Pago Veiano, finito in carcere, lunedì sera, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Un arresto operato dalla Squadra mobile, del quale questa mattina è stata celebrata l'udienza di convalida, nel corso della quale l'uomo, difeso dall'avvocato Angelo Leone, ha cercato di allontanare da sé l'accusa che gli è stata contestata. Lo ha fatto con argomentazioni finite al vaglio del giudice, che al termine ha adottato nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari: era quanto aveva proposto, anche se in subordine alla rimissione in libertà, l'avvocato Leone, ma non il sostituto procuratore Marcella Pizzillo, che avrebbe voluto fosse confermata la detenzione a Capodimonte.
In attesa del Riesame, è questo il primissimo epilogo di un blitz che era scattato dopo due giorni di appostamenti. Gli agenti del vicequestore Emanuele Fattori avevano infatti già individuato la droga in un forno in muratura ricavato in quell'immobile diroccato nelle campagne alle porte del paese. Avevano però ottenuto il via libera ad un sequestro ritardato, con l'obiettivo di individuare chi avrebbe provato a recuperare la 'roba'.
Di qui l'attesa andata avanti per quarantotto ore, fino a quando, dopo l'irruzione, avevano bloccato De Ieso, arrivato in quel casolare abbandonato munito di coltello, nastro da pacchi e torcia di illuminazione. Subito dopo erano scattate una serie di perquisizioni che avevano consentito di sequestrare anche una dose di droga già confezionata, materiale per il confezionamento, un bilancino di precisione, oltre seimila euro in contanti, in banconote di vario taglio, ed una pistola a salve priva di tappo rosso.
Esp
