L'utilizzabilità di alcune intercettazioni telefoniche in carcere. E' la questione sollevata dall'avvocato Antonio Di Santo, sulla quale il giudice Anita Polito si pronuncerà il 19 aprile, dopo aver ascoltato anche gli altri difensori, nel processo a carico di Annibale Zotti (avvocato Antonio Barbieri), 67 anni, il figlio Antonio, 41 anni (avvocato Angelo Leone), di Solopaca; Giovanni Coletta (avvocati Di Santo e Gabriele Nuzzi) , 58 anni, di Castelvenere, e Raffaele Cavaiuolo (avvocato Ettore Marcarelli), 58 anni, di Solopaca.
Si tratta di quattro delle cinque persone – l'ultima, Guglielmo Labagnara (avvocato Di Santo), 70 anni, di Guardia Sanframondi, comparirà invece domani, con Coletta, dinanzi al Tribunale per un'estorsione aggravata - coinvolte nell'indagine del pm Patrizia Filomena Rosa e dei carabinieri del Nucleo operativo di Cerreto Sannita sul racket delle viti. Nel mirino degli inquirenti il denaro chiesto per la guardiania ai proprietari dei vigneti, che sarebbero stati costretti a sborsarlo, tra marzo ed ottobre 2015, per evitare il danneggiamento delle coltivazioni tra Guardia Sanframondi e Castelvenere.
Estorsione, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, ricettazione e violenza privata: queste le accuse contestate a vario titolo agli imputati, colpiti nel marzo 2017 da un'ordinanza di custodia cautelare che il Riesame aveva però annullato. Di qui un'ulteriore attività investigativa che, corroborata anche dal contenuto di alcuni colloqui registrati nella casa circondariale di contrada Capodimonte, era sfociata, cinque mesi più tardi, in un nuovo provvedimento restrittivo, stavolta confermato dal Tribunale della libertà, che nell'occasione aveva anche riqualificato i termini, racchiusi nella contestazione di violenza privata, dell'episodio di cui il 26 gennaio 2015 aveva fatto le spese Coletta, contro la cui Kia erano stati esplosi due colpi di pistola. Un gesto compiuto, a detta dell'accusa, per costringerlo a ridimensionare la sua attività.
Esp
