Era uno dei quattro imprenditori spediti a giudizio in una inchiesta su una presunta 'truffa carosello', ma il processo a suo carico si è concluso. Perchè il giudice Anita Polito ha dichiarato il non doversi procedere, per l'intervenuta prescrizione dei due capi di accusa prospettati, nei confronti di Carmine Lombardi (avvocato Angelo Leone), di Foglianise, titolare di un'impresa, per il quale è stata anche disposta la restituzione dei beni che gli erano stati sequestrati: tra gli altri, due macchine, una moto, alcune quote societarie e una somma di denaro depositata su un conto corrente.
Proseguirà, invece, il dibattimento per gli altri tre imputati, irpini – sono assistiti dagli avvocati Massimo Preziosi e Alessio Lazazzera -, per i quali, dopo l'analogo 'azzeramento', determinato dal trascorrere del tempo, della stragrande maggioranza delle contestazioni, sono rimasti in piedi alcuni addebiti.
Tutto nasce da un'indagine condotta dai militari della guardia di finanza di Benevento su fatti risalenti a molti anni fa, relativi ad una truffa che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata commessa, con il sistema della sovrafatturazione e delle società cartiere, in materia di acquisto di materiali ferrosi. L'attività investigativa, diretta all'epoca dalla Procura di Ariano Irpino, era sfociata nel sequestro dei beni, per un importo di decine di milioni di euro, chiesto dal Pm e ordinato dal gip Gelsomina Pamieri, ora in servizio presso il Tribunale di Benevento.
Un provvedimento impugnato dinanzi alla Cassazione, che l'aveva annullato, trasferendo alla Procura sannita, così come chiesto dall'avvocato Leone, la competenza. Nuovo iter, dunque, e, stavolta, 'sequestro bis' dei beni degli allora indagati stabilito dal gip Flavio Cusani. A seguire, il rinvio a giudizio degli imputati e, ora, la dichiarazione di prescrizione per Lombardi.
Esp
