Tentato omicidio Azzurro, via a perizia psichiatrica su 38enne

Incarico al professore Ricci. Paulo Francisco da Silva è in carcere dall'agosto 2017

Benevento.  

Affidato dal gup Loredana Camerlengo, al professore Piero Ricci, l'incarico della perizia psichiatrica su Paulo Francisco da Silva (avvocato Antonio Bruno Romano), un 38enne di origini brasiliane, residente a Benevento, che da oltre dieci mesi è in carcere con le accuse di tentato omicidio, rapina e sequestro di persona ai danni di Roberto Azzurro (nella foto), il 54enne attore napoletano -abita alle porte della città ed è assistito dall'avvocato Laura Silvestri- che era stato ricoverato al Rummo in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato alla gola ed all'addome nella tarda serata del 4 agosto dello scorso anno.

Le operazioni partiranno il 18 giugno, alla presenza dei consulenti indicati dalle parti: i dottori Luca Bartoli (per il pm Patrizia Filomena Rosa), Icro Maremmani (per la vittima) e Ferdinando Melchiorre (per la difesa). Sessanta i giorni a disposizione del professore Ricci per depositare le sue conclusioni sulla pericolosità dell'imputato, sulla sua capacità di intendere e volere al momento del fatto e di stare in giudizio.

La perizia, sollecitata dalla difesa, è stata disposta nel rito abbreviato – proseguirà il 24 settembre – a carico dell'uomo, che, secondo una valutazione curata dal dottore Melchiorre, è affetto da un disturbo della personalità border line con sottofondo psicotico.

Come più volte ricordato, si tratta di una storia drammatica fin qui ricostruita attraverso le indagini dei carabinieri, le dichiarazioni del malcapitato ma non quelle del 38enne. Che, secondo quanto riferito dall'artista, lo avrebbe ripetutamente colpito, anche con una pietra, dopo il suo no ad avances sessuali. I due non si conoscevano, quel venerdì sera si erano incrociati nella zona della Rotonda dei Pentri, dove Roberto era arrivato al volante di una Matiz. Paulo era in sella ad un ciclomotore, avrebbe avanzato le sue richieste e, di fronte al rifiuto dell'allora 53enne avrebbe estratto un coltello e l'avrebbe usato contro Roberto, colpendolo alla gola e non solo, anche con una pietra.

Paulo lo avrebbe inoltre costretto ad entrare nel bagagliaio della Matiz e lo avrebbe trasportato fino ad un cavalcavia dal quale avrebbe voluto lanciarlo di sotto, nel fiume Calore. Non ci sarebbe riuscito per l'opposizione del malcapitato, che, gravemente ferito, si era aggrappato al guard rail. A quel punto, anche per il sopraggiungere di una macchina, lo avrebbe lasciato nei pressi dello svincolo di Paupisi della 372, dove era stato ritrovato e soccorso, e si sarebbe messo al volante della Matiz, intercettata e bloccata dalla polstrada di Campobasso in un'area di servizio a Termoli.

Esp