Ha ripercorso le tappe della vicenda, spiegando di aver ricevuto una somma di denaro dal suo commercialista e di aver concordato con lui le modalità di restituzione dei soldi. Ma non è stata in grado di indicare né l’ammontare delle singole rate né il numero di quelle pagate. Dati evidentemente importanti nella definzione di un processo per usura, che la titolare di un’impresa, ascoltata questa mattina in aula al pari del marito, non è riuscita però a fornire.
Lei ed il coniuge non si sono costituti parti civili nel giudizio a carico di Luigi Pilla (avvocato Marcello D’Auria), 37 anni, un commercialista di Pietrelcina, imputato, appunto, di usura. Un’accusa che gli è stata contestata in un’indagine del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, sfociata qualche anno fa nell’arresto del professionista. Il fermo era stato convalidato dal gip, che aveva però immediatamente rimesso in libertà Pilla, non ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e, dunque, non adottabile alcuna misura cautelare nei suoi confronti.
L’inchiesta era partita dopo la denuncia della donna, alla quale, secondo gli inquirenti, sarebbe stato chiesto, su un prestito di 15mila euro, un importo complessivo di 37mila euro. Una nuova udienza è in programma il 13 gennaio del prossimo anno.
Esp
