Fatti risalenti ad alcuni anni fa. Riassunti in ventidue capi di imputazione, ma talmente datati nel tempo da essere finiti in prescrizione. L'ha dichiarata oggi il Tribunale di Benevento per diciassette accuse (ne restano in piedi quattro: tre rischiano un identico destino, un'altra era già caduta) contestate a vario titolo alle diciotto persone spedite a giudizio nell'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Antonio Clemente e condotta dai carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano e della locale Stazione, su una serie di vicende riguardanti, fino al 2007, il Comune di Chianche, un centro irpino che ricade nella giurisdizione del Tribunale sannita. Un'indagine scandita anche dalla richiesta di alcune misure cautelari respinta dal gip e, poi, dal Riesame.
Nel mirino degli inquirenti, alcune gare d'appalto a cottimo fiduciario indette dall'Ente e l'affidamento degli incarichi professionali. Ventisei le richieste di processo per amministratori, impiegati pubblici, tecnici, professionisti e imprenditori, ma nel dicembre 2010 il gup Flavio Cusani aveva deciso due assoluzioni con rito abbreviato, il non luogo a procedere per venti degli addebiti prospettati e otto rinvii a giudizio. Una pronuncia che il pm Clemente aveva impugnato dinanzi alla Cassazione, incassandone il parere favorevole. Molto più ampia, dunque, la platea degli imputati per un processo che, dopo l'odierna dichiarazione di prescrizione di quelle di turbativa di gara e falso, continuerà ad ottobre per le accuse di concussione, peculato e in materia elettorale.
Sono impegnati nella difesa, tra gli altri, gli avvocati Vincenzo Regardi, Andrea De Longis junior, Marcello D'Auria, Angelo Leone, Luigi Franza e Giuseppe Romano.
Enzo Spiezia
