Le scuse per “il disagio causato a famiglie e bambini”, che “trova giustificazione nel perseguimento del prioritario interesse all’incolumità degli scolari, dei maestri e di quanti ogni giorno lavorano o hanno accesso nella scuola Padre Pio”.
Ad esprimerle è la Procura dopo le polemiche scoppiate, in relazione alla tempistica, per il sequestro della scuola elementare di Airola, eseguito ieri mattina dai carabinieri. Un provvedimento adottato dal gip Giuliana Giuliano su richiesta del sostituto procuratore Francesco Sansobrino, determinato da “accertamenti che hanno, consentito di appurare – spiega in una nota il procuratore Aldo Policastro - che non sono stati rispettati gli adempimenti richiesti dalla normativa antisismica per la parte dei lavori riguardante interventi da realizzarsi sui solai dell’istituto: in assenza di qualsiasi documentazione in grado di attestare l’osservanza alle prescrizioni imposte dalla normativa urbanistica e dalla legge regionale in materia”,
Ecco perchè, in assenza “di qualsiasi certezza tecnica della sicurezza dell’immobile l’intervento, pur drastico, è stato inevitabile. Peraltro, è stato accertato che non poteva essere rilasciato il certificato di agibilità nelle more dell'ottenimento dell'autorizzazione sismica a sanatoria e del collaudo delle opere a sanatoria, considerato anche il fatto che le prove di carico e le verifiche eseguite nell'anno 2017 avevano interessato solo un campione dei solai degli edifici costituenti il plesso scolastico. Fatte salve le eventuali e possibili decisioni del giudice dell’impugnazione, la Procura della Repubblica, nell’interesse prioritario della legge e della collettività, prenderà tutte le misure doverose e tempestive per richiedere o disporre, a seconda dei casi, la revoca della misura disposta, non appena quanto doveva essere già da tempo fatto sarà finalmente fatto”.
