Il turpiloquio nei suoi confronti potrebbe non essersi ancora esaurito, il pozzo al quale attingere termini sempre più offensivi sembra destinato a non prosciugarsi mai. Alla povera Greta, la ragazzina diventata il simbolo mondiale dell'ambientalismo, non hanno risparmiato davvero nulla. E' stato scritto e detto di tutto sul suo conto, dipingendola, di volta in volta, come un'eroina o una persona manipolata dalle lobby e da chissà quali oscuri interessi.
All'appello mancano soltanto i servizi segreti – o ci sono? - per completare un repertorio che dovrebbe suscitare un pizzico di vergogna: un pizzico, non di più. Sono stati diffusi commenti di ogni tipo, vomitati da improvvisati soloni sulla cui credibilità ed attendibilità sì che potrebbero essere versati fiumi di inchiostro.
Perchè, anche stavolta, è stata riproposta la polarizzazione esistente grosso modo sul versante della rappresentazione politico-partitica: da una parte una sinistra che prova ad intestarsi una battaglia dimenticando che il progresso, pur sviluppato nelle forme più ecocompatibili, ha inevitabilmente un costo; dall'altra una destra che nelle sue declinazioni fa muro a prescindere, in preda al tipico riflesso pavloviano: se una cosa la fanno 'quelli' è certamente sballata. E, sia chiaro, il quadro non muterebbe a ruoli invertiti.
Greta è la vittima di questo schema proiettato sugli schermi che restituiscono le immagini del disastro che l'uomo ha combinato e continua a combinare. Di fronte ad un simile spettacolo, davvero crediamo di poter insegnare qualcosa ai giovani che ieri hanno manifestato in tutto il Paese?. Ai miei tempi (lontani, ahimè) un corteo che avesse ricevuto la 'benedizione' dei vertici ministeriali e scolastici, sarebbe stato probabilmente annullato perchè viziato da una insopportabile vicinanza al Potere. Lo stesso che ha però poi assorbito in larga parte coloro che all'epoca si agitavano maggiormente ed avevano compreso l'importanza della comunicazione.
Ieri non è andata così, perchè a quei ragazzi, al di là delle 'frange militarizzate', non interessa, o interessa pochissimo, il riverbero strumentale della loro azione. Hanno sciamato in piazza e basta, stringendo tra le mani un cellulare o dopo aver parcheggiato il motorino, chiedendo rispetto per il loro futuro. Ingenuità in quantità industriale, che dà però fastidio ai cosiddetti adulti. Perchè li rimanda alle loro responsabilità, a comportamenti che nei decenni hanno aggravato la situazione.
O credete che siano stati i più piccoli a sventrare montagne e foreste, ad intossicare i fiumi e le acque, ad inquinare ogni angolo anche con l'atto apparentemente più banale: un mozzicone di sigaretta gettato ovunque? Ecco perchè, mentre sono circondati da 'fulgidi esempi' di inciviltà, a quei ragazzi non abbiamo una beneamata mazza da offrire se non la nostra inconcludente rabbia, figlia della nostra incapacità.
Greta rappresenta il bersaglio perfetto: la sagoma contro la quale scagliare le nostre infime freccette, dopo averle intinte nel veleno dell'autoassoluzione.
