Confermato dal giudice Francesca Telaro, che non ha ravvisato la violazione della notifica dell'avviso relativo alla richiesta di archiviazione lamentata nel reclamo presentato dalla parte offesa, il provvedimento con il quale lo scorso 20 marzo il gip Loredana Camerlengo ha archiviato l'inchiesta per corruzione elettorale – inizialmente era stata ipotizzata la truffa - a carico di Armando Salierno, all'epoca segretario amministrativo dell'Udc, ed Oberdan Picucci, assessore comunale alla Cultura - attualmente ha la delega al Commercio -, chiamato in causa come capolista dello stesso partito alle elezioni comunali del 2016 che hanno sancito la vittoria di Clemente Mastella.
L'archiviazione era stata disposta “perchè la notizia di reato appare destituita di fondamento”, in linea con la richiesta del sostituto procuratore Francesca Saccone e dei difensori di Salierno – gli avvocati Michele Rillo e paolo De Iorio – e Picucci – l'avvocato Carlo Iannace-, ma non dell'avvocato Giuseppe Maturo, legale della collega Donatella Parente, candidata non eletta, ad un posto in Consiglio, la cui denuncia nel giugno 2016, dopo l'appuntamento con le urne, aveva dato il là all'attività investigativa della Digos su una vicenda di cui ci siamo occupati ripetutamente.
La professionista aveva descritto due incontri avvenuti un mese prima, nel corso dei quali sarebbe stata destinataria di una presunta richiesta di denaro che aveva rifiutato: in tutto 7500 euro che sarebbero serviti ad ottenere un pacchetto di voti, alcuni dei quali da pescare tra i tanti in cerca di occupazione, grazie alla gestione del progetto 'Garanzia giovani' presso il Caf di Salierno, e a nominare oltre cento rappresentanti di lista.
