"Stalking" a gestore di un bar, indagati imprenditore e figlio

Filippo Oropallo, di Moiano, agli arresti domiciliari, obbligo di firma per Michele

stalking a gestore di un bar indagati imprenditore e figlio
Bucciano.  

Sono entrambi indagati per una ipotesi di stalking: il papà, Filippo Oropallo, 53 anni, un imprenditore di Bucciano, è finito ai domiciliari, mentre per il figlio Michele, 19 anni, è stato disposto l'obbligo di firma. Sono le misure ordinate dal gip Gelsomina Palmieri in una inchiesta diretta dal sostituto procuratore Maria Dolores De Gaudio e innescata dalla denuncia di un vicino.

Si tratta, in particolare, del gestore di un bar che avrebbe lamentato comportamenti ritenuti di natura persecutoria ai suoi danni. Sullo sfondo una serie di contrasti tra gli Oropallo ed il commerciante, una situazione al centro di un'attività investigativa sfociata nell'adozione di una ordinanza di custodia cautelare. Filippo e Michele Oropallo sono difesi dall'avvocato Vittorio Fucci.

AGGIORNAMENTO 20 OTTOBRE

In una nota a firma del Procuratore Aldo Policastro si legge che "il provvedimento in questione trae origini dall’attività posta in essere dai militari dell’Arma di Airola da luglio fino a settembre 2019 accertando che i due, in concorso tra loro, con condotte reiterate, in più occasioni connotate da violenza, molestavano e minacciavano il proprio vicino di casa, in modo da cagionargli un perdurante e grave stato di ansia e paura tale da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità, costringendolo ad alterare le proprie abitudini di vita. Inoltre il padre, in più circostanze, cagionava alla vittima lesioni personali, lo accusava falsamente di averlo aggredito e gli danneggiava i dispositivi di videosorveglianza, rendendoli inservibili, che aveva installato all’esterno di un locale di sua proprietà. Il Gip, condividendo la valutazione prospettata dal Pm., ha ritenuto che “sussistono certamente le esigenze cautelari in quanto sono evidenti, inerenti il pericolo di condotte recidivanti. Infatti, le concrete circostanze e modalità dei fatti per cui si procede e, in particolare, la reiterazione degli episodi nel tempo, la quotidianità degli stessi lasciano fondatamente ritenere che, ove gli indagati restino in libertà, commettano altri delitti della medesima specie di quelli per i quali si procede. Invero appare evidente la non occasionalità della condotta dei due indagati, sintomatica della loro assoluta mancanza di autocontrollo, e suscettibile di estrinsecarsi in episodi di maggiore gravità”.