Presepe Dalisi, Iadanza e De Luca: assenti a quella giunta

Dichiarazioni di Abbate. 13 richieste di processo, sentenza a luglio. Abbreviato per Lanzalone

Benevento.  

La scelta del rito abbreviato da parte di uno degli imputati, l’esame di altri due e le dichiarazioni spontanee di un quarto. Sono i momenti che hanno scandito l’udienza preliminare, fissata dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, a carico delle tredici persone di cui il sostituto procuratore Marcella Pizzillo ha chiesto il rinvio a giudizio nell’indagine dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria sull'installazione nel dicembre del 2011, in piazza Castello, del presepe realizzato dal maestro Riccardo Dalisi, non chiamato in causa. Un'opera costata 120mila euro, per la quale aveva manifestato la sua intenzione di concedere un contributo la Camera di Commercio.

L’elenco di coloro che la Procura vuole a processo include sindaco Fausto Pepe, 52 anni; il suo vice Raffaele Del Vecchio, 45 anni, e gli assessori in carica nella Giunta del 2011: Luigi Abbate, 56 anni; Marcellino Aversano, 38 anni; Mirna Campone, 55 anni; Rosario Guerra, 49 anni; Cosimo Lepore, 51 anni; Pietro Iadanza, 67 anni; Nicola Danilo De Luca, 56 anni e Luigi Scarinzi, 46 anni. E ancora: Andrea Lanzalone, 47 anni, ex dirigente del Settore Finanze del Comune,  Rino Vitelli, 49 anni, all'epoca dirigente del Settore cultura di Palazzo Mosti, e l'imprenditore Carmine Lombardi, 37 anni, di Benevento, della “Lombardi Costruzioni srl”.

Le accuse ipotizzate sono abuso d'ufficio in concorso e violazioni in materia edilizia.

Secondo la Procura, con le delibere del 7 e del 16 dicembre del 2011 la giunta avrebbe procurato all'impresa 'Lombardi Costruzioni un presunto vantaggio patrimoniale commissionando la realizzazione e il montaggio dell'opera scultorea dal titolo 'Il presepe di Dalisi'. A detta degli inquirenti, Palazzo Mosti non avrebbe potuto scegliere solo ed esclusivamente quella ditta in quanto unica per competenze, visto che la stessa per la realizzazione del presepe si sarebbe poi affidata ad un'altra impresa, la 'Michelangelo Costruzioni'.  

Ha fatto ricorso all’abbreviato Andrea Lanzalone (avvocato Nunzio Gagliotti), mentre a sottoporsi alle domande del Pm e dei difensori sono stati Iadanza e De Luca. Al pari di Scarinzi, entrambi erano assenti alla riunione di giunta del 7 dicembre 2011: Iadanza perché all’estero, De Luca perché contrario politicamente alla scelta dell’opera, di cui – ha spiegato in aula – “non condividevo i contenuti”.  Sia Iadanza sia De Luca erano invece presenti – unico assente Lepore – al secondo incontro dell’esecutivo, convocato – hanno precisato – “ad horas  per questioni di pubblica incolumità”.

Complice una bufera di vento, alcune delle figure volanti montate lungo il Corso si erano infatti staccate, con enorme pericolo per quanti stavano passeggiando lungo la principale arteria della città. “In quella occasione, proprio per salvaguardare la pubblica incolumità, votammo tutti la delibera”, hanno ricordato De Luca e Iadanza, puntualizzando che in giunta le “delibere arrivano già come proposte corredate dall’istruttoria e dai pareri dei dirigenti competenti”.

Un argomento quest’ultimo sottolineato nelle sue dichiarazioni anche da Abbate, che ha poi illustrato la scelta fatta all’epoca. Non spendere soldi per le solite luminarie “ma dare alla città un’opera che potesse essere riutilizzata negli spazi”.

L’udienza proseguirà il 2 luglio con la deposizione di un teste e l’esame di Lanzalone, al quale viene contestata l’emissione del mandato di pagamento in favore della Lombardi Costruzioni. Spazio, poi, alla discussione e alla decisione del giudice.

Sono impegnati nella difesa gli avvocati Sergio Rando, Angelo Leone, Marcello D'Auria, Roberto Prozzo, Vincenzo Regardi, Gaetano Del Vecchio, Giovanna Abbate, Alberto Simeone, Dionisio Lombardi e Maurizio Lepore.

 Enzo Spiezia