Abusi sessuali su una familiare, in carcere dopo condanna

5 anni e 4 mesi di reclusione per un 36enne di Benevento

Benevento.  

 

Un 36enne di Benevento deve scontare 5 anni e 4 mesi di reclusione per atti sessuali con una familiare minorenne. Il giovane è stato arrestato dalla Squadra mobile dopo che la sentenza è passata in giudicato in Cassazione. I fatti risalgono a giugno e agosto 2010. Il 36enne è difeso dall'avvocato Monica Del Grosso, la parte civile dall'avvocato Vincenzo Sguera. La pronuncia della Cassazione ha confermato la sentenza con la quale nel novembre 2014 la Corte di appello aveva inflitto all'allora 35enne due anni in più: 5 anni e 4 mesi, appunto, contro i 3 anni e 4 mesi decisi in primo grado.

Nell'aprile del 2011 l'uomo era stato arrestato dai carabinieri - poi era tornato in libertà – con l'accusa di aver abusato di una 14enne, che avrebbe poi minacciato per evitare che lei rivelasse ciò che era successo. L'aggravamento della pena era scattato perchè i giudici di secondo gradoavevano escluso l'attenuante concessa dal Tribunale di Benevento, che aveva ravvisato nella vicenda implicazioni sentimentali.

La sentenza di primo grado era stata pronunciata il 2 maggio del 2013: da una parte il pm Marcella Pizzillo, che aveva proposto 10 anni, dall'altra l'avvocato Vincenzo Gallo, che aveva chiesto l'assoluzione del suo assistito, secondo il quale la ragazza l’avrebbe chiamato in causa  per vendicarsi: forse perchè non sopportava che lui la controllasse, forse per questioni legate ad un debito contratto dalla sua famiglia, con la quale i rapporti erano però ottimali. Il Tribunale aveva applicato l'ipotesi più lieve del reato contestato all'uomo, condannandolo anche al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, ed al pagamento di una provvisionale di 5mila euro in favore della parte civile.

I fatti sono stati anche al centro di un incidente probatorio nel corso del quale la vittima aveva confermato, pur con qualche incongruenza, ciò che avrebbe subito. E che l'aveva spinta, dopo aver trovato la forza di confidarsi, a denunciare colui che le avrebbe riservato le sue squallide 'attenzioni'. L'allora 32enne l'avrebbe molestata ripetutamente, allungando le mani e imponendole con la forza di 'accettare le sue voglie'. Una situazione insostenibile che lei, impaurita dagli 'avvertimenti' a starsene in silenzio, si sarebbe tenuta dentro per alcuni mesi. Fino a quando, dopo aver raccontato tutto alla mamma ed al suo parroco, si era rivolta ai carabinieri.

 

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