Cassa mutualità Morcone, in due chiedono di patteggiare

A luglio la decisione del gup per l'inchiesta del pm Rosa e della Finanza

Benevento.  

 

Proseguirà il 15 ed il 20 luglio, con la discussione e la sentenza del gup Geslomina Palmieri, l'udienza preliminare a carico delle persone chiamate in causa dall'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Patrizia Rosa e condotta dalla guardia  di finanza, sulla Cassa di mutualità di Morcone. In vita da vent'anni, con un pacchetto di circa 900 soci, la società cooperativa a responsabilità limitata era stata posta in liquidazione coatta amministrativa il 16 novembre del 2011 con un provvedimento del Ministero dello Sviluppo economico e la nomina del dottore Antonio Tozzi come commissario liquidatore, e poi dichiarata in  stato di insolvenza dal Tribunale di Benevento nell'aprile del 2012. 

L'elenco degli imputati comprende presidente, amministratore, membri del Cda, presidente del collegio sindacale e sindaci. In tutto nove persone (la posizione di una decima è stata archiviata), due delle quali hanno chiesto di patteggiare.

Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere,  esercizio abusivo dell'attività bancaria,false comunicazioni sociali, falso in bilancio, bancarotta patrimoniale fraudolenta, bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale, bancarotta preferenziale. Già archiviata, invece, la posizione di di un 41enne, presidente del Cda dal 29 giugno 2010 al 18 febbraio 2011, al quale era contestato un episodio di bancarotta fraudolenta  per distrazione.

La Cassa di mutualità di Morcone era rimbalzata all’onore delle cronache nel dicembre del 2010, quando la guardia di finanza aveva eseguito un decreto di sequestro firmato dal gip Sergio Pezza. Il sequestro, relativo anche a beni e quote sociali, era scattato in un'inchiesta, avviata da tempo e corredata anche da una consulenza affidata al dottore Fabrizio Russo, puntata su presunte irregolarità nella gestione dell'istituto finanziario, peraltro destinatario anche di un'ispezione della Banca d'Italia. Oltre a disporre i sigilli, il giudice aveva anche nominato un custode giudiziario:  il dottore Massimo Zeno, affiancato dall'avvocato Roberto Prozzo nelle attività di liquidazione. A gennaio 2011, poi, il sequestro era stato annullato dal Riesame.

Oltre a quelli già ricordati, sono impegnati nella difesa gli avvocati Andrea De Longis junior, Marcello D'Auria, Giovanni Montefusco, Aurelio Di Mario, Antonio Barbieri, Francesco Del Basso, Annalisa Cogliani. A rappresentare le parti civili, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Bosco (per la Cammo), Carmen Esposito, Riccardo Venditti e Massimiliano Toma.

Enzo Spiezia