Ancora un'aggressione ai danni degli agenti della polizia penitenziaria nel carcere di Benevento. E ancora una volta a rendere nota la notizia sono stati i rappresentanti sindacali di Cgil, Sinappe, Ugl Polizia penitenziaria e Uil penitenziaria che, con una nota congiunta hanno condannato duramente l'aggressione subita da tre poliziotti in servizio nella casa circondariale. Secondo i sindacati, “nella tarda serata di martedì, un detenuto ristretto nell'infermeria del carcere “ha dapprima inveito contro il personale sanitario minacciando un medico e un infermiere, per poi passare alle vie di fatto, aggredendo con bieca e premeditata violenza fisica ben due agenti e un ispettore” che nel frattempo era accorsi.
“Nulla di nuovo – commentano i sindacati - considerando il numero e la ripetitività oramai disarmante degli episodi di violenza a danno del personale della Polizia Penitenziaria di Capodimonte se non fosse che questa volta chi ha aggredito gli agenti era ricoverato per gravi problemi deambulatori. Roba da far gridare al miracolo – spiegano le sigle sindacali in maniera forte e congiunta - , (il detenuto ndr) ha improvvisamente ritrovato tutto il suo vigore e le energie necessarie per sollevarsi con scatto fulmineo dalla sedia a rotelle utilizzata per spostarsi e a lanciarsi all'assalto di medici e poliziotti”. Il tutto probabilmente a causa di alcuni farmaci che i medici avevano negato al detenuto. “Sollevandosi con scatto improvviso – spiegano - dalla sua sedia a rotelle ha aggredito con calci e pugni dapprima un ispettore e poi due assistenti capo della Polizia Penitenziaria”. Bloccato, l'uomo è stato successivamente “condotto per ragioni di sicurezza e non senza difficoltà in isolamento, dove “ha pensato danneggiato arredi e suppellettili tentando inoltre di allagare l'intero reparto detentivo”.
Soccorsi, i malcapitati sono stati invece trasportati all'ospedale Rummo dove i medici li hanno medicati e giudicati guaribili con prognosi dai 3 ai 10 giorni.
“Il grave episodio, ultimo tra tanti, è solo l'ennesima triste conferma di ciò che le Organizzazione Sindacali di categoria CGIL, UIL, SiNaPPe, UGL e CISL denunciano da anni e per cui è stato dichiarato lo stato di agitazione permanente e l'interruzione delle relazioni sindacali con la locale direzione. Minimizzare sull'accaduto o parlare ancora di "caso sporadico ed isolato" appare improponibile se non mendace. Urge a questo punto - concludono i rappresentanti sindacali della Polizia Penitenziaria - scendere nuovamente in piazza ed attuare ogni forma di protesta consentita per manifestare in maniera compiuta la nostra solidarietà ai colleghi barbaramente aggrediti e chiedere interventi concreti e radicali da parte dell'Amministrazione Centrale”.
Redazione
