Droga? Avevo comprato braccetto per macchina del caffè...

Andrea Ciullo ha respinto l'accusa: non è più ai domiciliari, per lui obbligo di firma

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Benevento.  

Aveva ritirato quel pacco dal corriere che glielo aveva consegnato, dopo aver firmato, convinto che contenesse un braccetto per la macchina del caffè. L'aveva ordinato il 4 maggio, pagandolo 19 euro e 90 centesimi. Quando l'aveva aperto, si era trovato di fronte, però, tutt'altra roba. Il tempo di guardarla e si era trovato addosso i finanzieri che lo avevano arrestato, perchè in quel collo, partito da Roma, c'erano due panetti di hashish del peso di 205 grammi.

Droga di cui Andrea Ciullo, 30 anni, di Benevento, ha disconosciuto la paternità. Difeso dall'avvocato Gerardo Giorgione, lo ha fatto nell'udienza di convalida dinanzi al gip Loredana Camerlengo, offrendo la sua versione dei fatti, corroborata dall'esibizione della ricevuta dell'acquisto, e sostenendo la sua estraneità a qualsiasi addebito di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Insomma, parafrasando Massimo Troisi, pensava fosse un braccetto ed invece era... hashish.

Al termine, il giudice ha applicato nei suoi confronti - era ai domiciliari - la misura dell'obbligo di firma tre volte alla settimana.