San Pio, Lega: "aumenti ai compensi del direttore mentre sanità al collasso"

Il commissario provinciale della Lega, Domenico Parisi: "va fatta chiarezza"

san pio lega aumenti ai compensi del direttore mentre sanita al collasso
Benevento.  

“Apprendiamo dalla Determina regionale n. 1555 del 10 dicembre 2025 che alla Dott.ssa Maria Morgante, Direttore Generale dell’A.O. San Pio di Benevento, viene liquidato un compenso aggiuntivo complessivo pari a 41.917,80 euro per il biennio 2022-2023, a titolo di premialità per il raggiungimento degli obiettivi assegnati.
Nel dettaglio, per l’anno 2022, a seguito dell’insediamento avvenuto nel mese di agosto, la retribuzione lorda di riferimento risulta pari a 59.589 euro, con una premialità del 20%, corrispondente a 11.917,80 euro. Per l’anno 2023, la retribuzione lorda annua del Direttore Generale è pari a 150.000 euro, cui si aggiunge una premialità del 20%, equivalente a 30.000 euro. Solo nel 2023, il DG del San Pio ha dunque percepito un compenso complessivo di 180 mila euro.
La determina regionale dispone quindi la liquidazione complessiva di un compenso aggiuntivo al Direttore generale dell’Azienda ospedaliera sannita di 41.917,80 euro per “gli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi” raggiunti.
Si tratta di una decisione che solleva forti perplessità se rapportata alle condizioni reali della sanità nel Sannio, che restano caratterizzate da gravi criticità strutturali e assistenziali. Il pronto soccorso di Sant’Agata dei Goti chiude alle ore 18, mentre pazienti oncologici e fragili sono costretti ad attese prolungate, anche superiori alle 200 ore, su barelle nei pronto soccorso.
Le liste d’attesa continuano a registrare tempi ampiamente fuori standard: 7-10 mesi per esami come EcoDoppler e spirometrie, fino a 5-6 mesi per mammografie e risonanze magnetiche, con ritardi significativi anche per colonscopie e doppler periferici, incidendo negativamente sulla tempestività diagnostica e sulla prevenzione.
Permangono inoltre gravi criticità sul fronte dei posti letto: a fronte di una dotazione teorica di 550 posti letto, solo sulla carta, quelli effettivamente disponibili risulterebbero meno di 300. Le permanenze in pronto soccorso superano frequentemente le 44 ore, oltre i limiti previsti dalle linee guida regionali.
Alla luce di questi elementi, appare evidente una forte discrepanza tra gli obiettivi formalmente certificati nei verbali di valutazione e la realtà vissuta quotidianamente dai cittadini. Un sistema che continua a riconoscere premialità economiche rilevanti ai vertici gestionali, mentre il servizio sanitario territoriale mostra segnali di sofferenza sempre più evidenti.
Riteniamo necessario un chiarimento politico e amministrativo su questi meccanismi di valutazione e premialità. È indispensabile avviare una riflessione seria su un sistema sanitario che risulta oneroso sul piano dei costi gestionali, ma che non riesce a garantire livelli adeguati di assistenza ai cittadini.
Occorre rimettere al centro la qualità dei servizi, l’accesso alle cure e il diritto alla salute, superando una logica meramente formale di obiettivi e premialità che rischia di risultare scollegata dai bisogni reali dei territori”. Così in una nota il commissario provinciale della Lega, Domenico Parisi.