L'appuntamento è in programma il 7 ottobre dinanzi al giudice dell'udienza preliminare, che dovrà decidere se accogliere o meno le richieste di rinvio a giudizio avanzate dal sostituto procuratore Giacomo Iannella in un'indagine dei carabinieri sui lavori nell'area Pip del Comune di Durazzano. Un'inchiesta nella quale sono stati chiamati in causa Pasquale Aragosa, 49 anni, di Airola, capo dell'ufficio Tecnico e Responsabile unico del procedimento dei lavori nell'area Pip; Michele Lombardi, 54 anni, di Paduli, collaudatore statico e amministrativo dell'area Pip; Alessandro Crisci, 67 anni, di Arienzo, rappresentante e direttore tecnico della 'Crisci srl'; Vincenzo Crisci, 40 anni, di Arienzo, direttore generale della stessa impresa; Salvatore Gallo, 41 anni, di San Bartolomeo in Galdo, amministratore unico della 'Grz Costruzioni'.
Le ipotesi di reato, contestate a vario titolo, vanno dalla frode nell'esecuzione dei lavori al falso ed alla truffa ai danni della Regione, che aveva finanziato il progetto con fondi Por, e del Comune. I fatti sono relativi al 2009, per alcuni di essi è già scattata la prescrizione.
Nel mirino degli inquirenti sono finiti gli interventi per le opere di urbanizzazione e dei servizi nell'area Pip, affidati alla Ati Grz Costruzioni – Crisci srl. In particolare, sostiene il Pm, non sarebbero state realizzate nel lotto 12, poi ceduto ad una società il cui legale rappresentante aveva presentato una querela, la rete elettrica, con i relativi allacci, e quella telefonica. Tra le fonti di prova indicate dalla Procura figurano i verbali di sopralluogo dell'ingegnere Nicola Russo, responsabile dell'Area tecnica del Comune, e le denunce del sindaco di Durazzano, Alessandro Crisci.
La parola passa ora al gup, che dovrà verificare se la vicenda meriti il vaglio del dibattimento o se, al contrario, non esistano gli elementi necessari a sostenere l'accusa in aula. Sono impegnati nella difesa gli avvocati Vincenzo Sguera, Roberto Prozzo, Angelo Leone, Carmen Esposito e Alessandro Minauro.
Enzo Spiezia
