Un'imputata: "Sono innocente, non so perchè sono qui..."

Udienza gup su Cassa mutualità di Morcone. Coinvolte 9 persone, 3 hanno chiesto il patteggiamento

Benevento.  

Per tre anni – dal 30 aprile del 2007 al 29 giugno del 2010 – è stato uno dei componenti il collegio sindacale. “Fui eletta dall'assemblea dei soci, accettai per motivi didattici: volevo fare una nuova esperienza. All'epoca ero impegnata come docente e non svolgevo la professione di dottore commercialista, non capisco perchè sono qui....”. Ha esordito così, sottoponendosi all'esame, Antonella Gramazio, 49 anni, di Benevento, una delle nove persone di cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nell'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Patrizia Rosa e condotta dalla guardia  di finanza, sulla Cassa di mutualità di Morcone. In vita da vent'anni, con un pacchetto di circa 900 soci, la società cooperativa a responsabilità limitata era stata posta in liquidazione coatta amministrativa il 16 novembre del 2011 con un provvedimento del Ministero dello Sviluppo economico e la nomina del dottore Antonio Tozzi come commissario liquidatore, e poi dichiarata in   stato di insolvenza dal Tribunale di Benevento nell'aprile del 2012. 

Rispondendo solo alle domande dell'avvocato Marcello D'Auria (nessuna da parte del pm Nicoletta Giammarino e degli altri legali), Gramazio ha gridato la sua estraneità ai fatti che le sono stati contestati. Ha ricordato che nel periodo in cui era stata in carica “le erogazioni avvenivano con l'analisi delle garanzie”, e che i crediti inesigibili risalivano agli anni '90. “Ho con me una lista di soci che hanno ottenuto e restituito i prestiti”, ha aggiunto. Rivendicando “il parere non favorevole sul bilancio 2009” e l'impegno profuso per “recuperare i soldi dei debitori”. Uno sforzo che sarebbe stato coronato da successo se “ci avessero fatto lavorare”. La professionista ha definito infondate le accuse che le sono state mosse. “Non ho ottenuto alcun vantaggio, sono innocente. Mi trovo in una situazione che mai avrei immaginato”. Perchè – ha concluso – ho sempre agito correttamente, ho sempre insegnato i valori della legalità e della Costituzione. E ora mi aspetto giustizia...”.

L'udienza preliminare – appuntamento nella torrida aula 3 al primo piano – è proseguita con l'intervento del pm Giammarino, che ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio, per la quale hanno insistito anche, per le parti civili, gli avvocati Angelo Leone, Carmen Esposito, Giuseppe Bosco, Stefano Pescatore, Felicita Delcogliano, Nazzareno Lanni, Riccardo Venditti, Costanzo e Dionisio Lombardi. Di parere opposto gli avvocati Andrea De Longis junior e Francesco Del Basso, che hanno proposto il non luogo a procedere per i loro assistiti.

Lunedì prossimo le arringhe degli altri difensori, poi la decisione del giudice Gelsomina Palmieri sia sulle richieste di rinvio a giudizio, che riguardano, oltre che Gramazio, Nicola Parcesepe, 68 anni, Guglielmo Fusco, 64 anni, Antonio Parlapiano, 84 anni, Antonella Di Mella, 54 anni, tutti  di Morcone, e Tommaso De Capua, 63 anni, di Amorosi; sia su quelle di patteggiamento avanzate da Antonio Meola, 76 anni (2 anni e 6 mesi, pena sospesa), Pasquale Rinaldi, 59 anni (3 anni e 10 giorni), Pellegrino Parlapiano, 63 anni (2 anni, 11 mesi e 29 giorni), anche loro di Morcone, difesi, rispettivamente, dagli avvocati Sergio Rando, Domenico Russo e Giovanni Montefusco.

Per gli imputati - presidente, amministratore, membri del Cda, presidente del collegio sindacale e sindaci- le accuse a vario titolo di associazione per delinquere, esercizio abusivo dell'attività bancaria,false comunicazioni sociali, falso in bilancio, bancarotta patrimoniale fraudolenta, bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale, bancarotta preferenziale.  

Enzo Spiezia