Non ho mai molestato sessualmente quella ragazza

La Procura chiede l'archiviazione dell'inchiesta su un bidello

I familiari della studentessa si oppongono

Benevento.  

Deciderà il gip a metà settembre. Quando, al termine della camera di consiglio che si è resa necessaria dopo il no delle parti offese alla richiesta di archiviazione della Procura, sancirà il destino dell'inchiesta: stabilendo che debba continuare, disponendo l'imputazione coatta o imprimendo su di essa il sigillo finale che la consegnerebbe  agli archivi. Decretando, così, la conclusione della partita. Quella che vede contrapposti in sede giudiziaria un bidello di un istituto superiore della città e una ragazza che lo accusa di averla molestata sessualmente. Un'accusa pesantissima in una storia che aveva conquistato la ribalta della cronaca poco più di un anno fa, con la denuncia della presunta vittima. Una studentessa, ora diciassettenne, che, accompagnata dal papà, ai carabinieri della Stazione di San Giorgio del Sannio aveva raccontato un episodio che si sarebbe verificato la sera del 14 maggio. All'interno della scuola, a quell'ora ancora aperta perchè teatro di una manifestazione che aveva richiamato un bel po' di gente. Lei aveva spiegato di essere scesa dal primo piano della struttura perchè, complice un improvviso mal di testa, aveva bisogno di assumere un antidolorifico. Le serviva dell'acqua, per questo aveva raggiunto un locale nel quale è installato un distributore di bevande. Si era trovata di fronte l'uomo – risiede in provincia ed ha molti anni in più della minore -, che stava svolgendo il suo turno di servizio. Gli aveva chiesto un bicchiere, per tutta risposta aveva visto le sue mani allungarsi squallidamente sulle sue gambe, all'altezza dei genitali. Aveva gridato, poi era fuggita. Comprensibilmente spaventata l'allora sedicenne aveva telefonato al padre. Facile immaginare lo sconcerto del genitore che, una volta sul posto, si era scagliato con rabbia contro il collaboratore scolastico, costretto successivamente a far ricorso alle cure dei medici. Una condotta che al genitore è costata una denuncia, con l'avvio di un'indagine nella quale i ruoli si sono ribaltati, ed il bidello è diventato parte offesa. La vicenda aveva destato un notevole clamore, inevitabile l'ispezione ministeriale. Lui, sospettato di un comportamento particolarmente grave, aveva subito respinto qualsiasi addebito. “E' tutto inventato, non l'ho mai toccata...”, aveva ripetuto, fornendo al suo legale, l'avvocato Angelo Leone, una versione dei fatti completamente diversa. Sostenendo di aver preso sì il bicchiere che la ragazza gli aveva chiesto, ma di non averla più trovata quando si era girato per porgerglielo. Una circostanza confermata dalla testimonianza di una collega di lavoro che in quei momenti stava effettuando le pulizie. Numerose le persone ascoltate dai militari nell'immediatezza; deposizioni che hanno riempito un'attività investigativa che si è conclusa con la proposta di archiviazione firmata dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo, che ha evidentemente ritenuto non sussistente alcun elemento di responsabilità a carico dell'indagato. Un'iniziativa contrastata dai familiari della giovane (sono rappresentati dall'avvocato Andrea De Longis junor), convinti che le cose siano andate così come le ha ricostruite la figlia. “Mi ha palpeggiato...”, ribadisce lei. “Non l'ho mai neanche sfiorata...”, si difende lui. Restano i dubbi, gli interrogativi. La palla passa al giudice, tocca a lui.

Enzo Spiezia