Elezioni Regionali, Lucio Lonardo ricorre al Tar

«In sezioni del Napoletano voti preferenze oltre il doppio di quelli delle liste di appartenenza»

Benevento.  

Il ricorso sarà depositato al Tar nelle prossime ore. In calce la firma dell'avvocato Carmine Lombardi, che l'ha curato nell'interesse di Lucio Lonardo, presidente dell'Asia, in corsa alle ultime elezioni regionali nella lista 'De Luca presidente'.
Una compagine a supporto del governatore in carica, che a fine maggio aveva incassato 7450 voti. Oltre 3200 le persone che avevano scritto il nome di Lonardo nel segreto dell'urna. L'iniziativa di rivolgersi al Tribunale amministrativo punta ad ottenere la rivalutazione di verbali e schede di decine e decine di sezioni di Napoli e di alcuni centri della sua provincia nelle quali sono state espresse migliaia e migliaia di preferenze. Con un obiettivo: dimostrare che il conteggio delle stesse preferenze non è stato fatto con modalità corrette, e che tutto ciò ha avuto, a cascata, ripercussioni sulla definizione dei quozienti assegnati ai candidati entrati in ballo attraverso il 'gioco dei resti'. Un meccanismo complicato che ha permesso, sulla base dei risultati, l'accesso all'assemblea campana di cinque consiglieri: quattro di Napoli, uno di Caserta.
Nel mirino del ricorrente, evidentemente convinto che una ulteriore verifica del materiale elettorale 'incriminato' lo rimetterebbe in pista per uno scranno dell'aula, sono finite le “incompletezze e/o le incongruenze nei verbali e/o nelle tabelle di scrutinio delle sezioni”.
Un problema evidenziato dall'ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale partenopeo nelle comunicazioni inviate a metà giugno al presidente della Corte di appello e all'ufficio centrale regionale presso la stessa Corte. Documenti nei quali viene sottolineato che, a conclusione delle operazioni di verifica del voto, in un determinato numero di sezioni, di cui viene allegato un dettagliato elenco, “è stato riscontrato che i voti di preferenza in favore dei singoli candidati consiglieri sono in misura superiore al doppio dei voti riportati dalle relative liste di appartenenza”.
L'ufficio centrale spiega di aver “rilevato incompletezze nei verbali di sezione, persistenti anche a seguito dell'acquisizione del corrispondente verbale in possesso dei Comuni della provincia di Napoli, nonché incongruenze tra le risultanze acquisite dalle tabelle di scrutino ed i predetti verbali”. E segnala, inoltre, “che nei casi di incompletezza e/o incongruenza di tali verbali e tabelle di scrutinio, si è proceduto all'assegnazione dei voti con il sussidio, in alcune ipotesi, dei dati riportati nelle sole tabelle”. Insomma, la sensazione è che non tutto sia filato liscio come l'olio, come testimoniato anche dal sequestro di una serie di verbali operato dalla Procura. Da qui la scelta del ricorso, per chiedere di fare chiarezza sugli aspetti, a dir poc controversi, della competizione.
Basterà tutto ciò per rimettere in discussione l'esito delle consultazioni e consentire a Lucio Lonardo, al termine di un nuovo calcolo su quozienti e resti, di raggiungere in Consiglio regionale Erasmo Mortaruolo, l'unico sannita presente? La parola passa al Tar, vedremo se sarà quella che attende il medico con la passione della politica, la cui campagna elettorale, supportata anche dal sindaco di Benevento Fausto Pepe, era stata segnata dagli scontri con il Partito democratico, impegnato a garantire il maggior numero di consensi possibili a Mortaruolo. Una 'guerra intestina'.

Enzo Spiezia