Respinta perchè ritenuta tardiva. E' stata questa la motivazione con la quale il Tribunale ha detto no all'eccezione sollevata dagli avvocati Grazia Luongo, Matteo De Longis e Angelo Leone nel corso del processo, in corso nell'aula bunker di Poggioreale, a carico dei trentasei imputati coinvolti nell'inchiesta, condotta dalla Digos, sulla gestione di alcuni centri per migranti nel Sannio. Nel mirino dei legali era finita l'incompatibilità ravvisata nel perito che ha trascritto le intercettazioni – quelle relative ad un capo di imputazione sono state dichiarate inutilizzabili-, perchè in precedenza aveva curato, su incarico del Pm, una consulenza grafologica disposta nel procedimento. Un argomento evidenziato, secondo il collegio giudicante, fuori tempo massimo, con lo stesso perito che peraltro compare anche come teste indicato da un altro difensore. E' questa l'unica novità di una udienza che ha fatto registrare l'assenza dei testi che dovevano essere ascoltati: se ne riparlerà il 20 gennaio.
Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere, falso, turbata libertà degli incanti, truffa, concussione, rivelazione di segreti di ufficio. Folta la pattuglia dei difensori, che comprende, oltre a quelli già ricordati, gli avvocati Pietro Farina, Vittorio Fucci, Alessio Lazazzera, Carmine Monaco, Luca Guerra, Nino Lombardi, Nazzareno Fiorenza, Antonio Leone, Valeria Verrusio, Feliciano Salierno, Clara Niola, Andrea De Longis junior, Antonio Biscardi, Raffaele Scarinzi, Paolo Piccialli, Mario Feo, Rossana Perillo, Antonella Maffei, Antonella Moscato, Giovanni Cantelli, Mariangela Crisci, Maria Teresa Del Ciampo, Luigi Morrione, Roberto Pulcino, Giovannino Rossi, Pasquale Matera, Danilo Parente,Fiorita Luciano.
Parti civili il ministero dell'Interno (con l'avvocato Stefano De Rosa), il consorzio Maleventum e i suoi liquidatori (con l'avvocato Marcello D'Auria) – l'avvocato Attilio Cappa ed il commercialista Giampiero Mucci-, contro il solo Paolo Di Donato, 51 anni, di Sant'Agata dei Goti, ex amministratore e da qualche anno consulente dello stesso consorzio, di cui è ritenuto il deus ex machina, e una compagnia assicurativa con l'avvocato Francesco Criscoli.
La decisione di celebrare il processo a Napoli era stata dettata dall'assenza, nel Tribunale di Benevento, di un'aula che potesse accogliere, alla luce delle disposizioni contro la diffusione del contagio, un così elevato numero di parti. Un problema sollevato dal pm Patrizia Filomena Rosa, che aveva indotto il presidente del collegio, Daniela Fallarino, a rinviare l'udienza in programma a gennaio, in attesa di una soluzione poi individuata nel trasferimento nel capoluogo campano.
