Concessioni edilizie a Cusano e Durazzano, assolte cinque persone

Benevento. La sentenza

concessioni edilizie a cusano e durazzano assolte cinque persone
Benevento.  

Sono state tutte assolte perchè il fatto non sussiste dall'accusa di falso, dichiarata prescritta, esclusa l'aggravante, in relazione a due capi di imputazione. E' la sentenza del Tribunale nel processo a carico di cinque persone tirate inballo da una inchiesta su appalti e concessioni edilizie.

L'assoluzione è stata stabilita per Alessandro Abatiello, 53 anni, di Durazzano, Carmela Abbatiello, 53 anni, di Durazzano,Nicola Russo, 54 anni, di Apollosa, chiamato in causa come capo dell'ufficio tecnico dei Comuni di Cusano Mutri e Durazzano,Remo Di Muzio, 51 anni, di Cusano Mutri,Valentina Pipola, 37 anni, di Pomigliano d'Arco, difesi dagli avvocati Alberto Mignone, Ettore Marcarelli, Giuseppe Francesco Massarelli, Carmine Lombardi, Marcello Severino e Pietro Fusco. Il pm Chiara Marcaccio aveva chiesto la prescrizione per tutti e l'assoluzione per due addebiti.

Quattordici i rinvii a giudizio, ma per nove persone era gia scattato il non doversi procedere perchè l'abuso d'ufficio non è più reato.

Nel mirino l'affidamento diretto di Russo di due appalti: il primo, riguardante i lavori relativi alla gestione e manutenzione dei depuratori del Comune di Cusano Mutri, ad una cooperativa di servizi ambientali di San Giorgio del Sannio; l'altro (“Progettazione, realizzazione e gestione in concessione dell’impianto di distribuzione del gas naturale” per l’importo di 8 milioni e 140 mila euro ad una società cooperativa con sede a Pomigliano d’Arco di cui è amministratore Pipola.

Attenzione puntata, poi, sul rilascio di permessi a costruire per “nuove costruzioni in realtà realizzate parecchi anni prima oppure concessioni in sanatoria per abusi in realtà non sanabili, ora omettendo di compiere idonea istruttoria al fine di verificare la genuinità degli atti posti a fondamento delle relative richieste, ora suggerendo agli istanti il contenuto, in realtà mendace, delle dichiarazioni rese dagli stessi e dai tecnici nei propri elaborati, artatamente predisposti al fine di creare un presupposto formale e legale che consentisse di condonare gli abusi edilizi. Tale attività procurava intenzionalmente ai proprietari degli immobili un ingiusto vantaggio patrimoniale”.