Sono impressionanti le immagini dello sfortunato Parco archeologico e del Verde di Benevento devastato all'alluvione e dall'esondazione del fiume Calore. All'interno della struttura i danni sono pesantissimi e ad oggi ci sono ancora punti dove l'acqua raggiunge i due metri d'altezza.
A poco o nulla sono serviti gli interventi che da poco la ditta aveva terminato almeno in parte e che avrebbero dovuto preservare l'aerea verde e archeologica urbana dalle ormai frequenti inondazioni. Dinanzi all'eccezionale forza distruttrice dell'acqua nulla hanno potuto i grossi tubi di scarico otturati in parte da tronchi e rami trascinati via dalla corrente. Praticamente invisibile il percorso caratteristico che attraversava la folta vegetazione (pineta) proprio a ridosso del Calore. Tutto inondato da acqua e tantissimo fango. Tutto distrutto, al pari della speranza di veder riaperto il cancello di accesso che era già chiuso da anni. Questa volta l'area archeologica, gli arredi, le piante e in particolare gli ulivi, sono stati davvero devastati.
Alessandro Fallarino
