La Regione Campania, con Decreto Dirigenziale della Giunta Regionale, ha autorizzato interventi di cosiddetta “bioregolazione” della popolazione di cinghiali nelle aree SIC e ZPS situate in prossimità dell’invaso del Fiume Tammaro, interessando in particolare i territori dei Comuni di Morcone e Campolattaro, nei quali ricade l’area dell’invaso. Le operazioni di controllo sono previste fino al 30 marzo 2026. La LAV – Lega Anti Vivisezione, sezione di Benevento, esprime una ferma e motivata opposizione a questa autorizzazione.
Avviare confronto con le associazioni ambientaliste
"Ancora una volta - spiegano gi attivisti - si sceglie di intervenire su una problematica complessa senza avviare un confronto preventivo con le associazioni ambientaliste e animaliste presenti sul territorio e senza un reale approfondimento scientifico sulle cause e sulle possibili soluzioni del fenomeno.
La gestione della fauna selvatica, e in particolare del cinghiale, non può essere ridotta a interventi cruenti affidati ai cacciatori, oggi definiti “bioregolatori”, ma che di fatto continuano a svolgere un’attività violenta che prevede l’uccisione a sangue freddo di animali innocenti. Numerosi studi scientifici dimostrano che l’uccisione massiva dei cinghiali non porta a una riduzione stabile della popolazione né dei danni, ma può al contrario favorire un aumento della riproduzione e una maggiore dispersione degli animali sul territorio, aggravando il problema. L’incremento costante dei danni negli anni è una chiara evidenza dell’inefficacia di queste pratiche.
Esistono alternative scientificamente riconosciute
È noto, inoltre, che la proliferazione del cinghiale è stata favorita da decenni di gestione venatoria errata, ripopolamenti a fini di caccia, alterazioni degli equilibri ecosistemici e riduzione dei predatori naturali. Continuare ad affidare la soluzione del problema agli stessi soggetti che hanno contribuito a crearlo non può essere considerata una scelta razionale né sostenibile.
Come LAV Benevento riteniamo inaccettabile che, ancora una volta, la risposta delle istituzioni sia la violenza sugli animali, mascherata da intervento di controllo. Esistono alternative scientificamente riconosciute, come la prevenzione dei danni attraverso recinzioni efficaci, la gestione corretta dei rifiuti e delle colture, il monitoraggio delle popolazioni, la sterilizzazione selettiva e altre misure non cruente, già sperimentate con successo in diversi contesti europei.
L'appello alla Regione: sospendere interventi cruenti
Chiediamo pertanto alla Regione Campania di sospendere gli interventi cruenti nei confronti dei cinghiali e di avviare un tavolo di confronto serio e trasparente con le associazioni ambientaliste e animaliste, con esperti indipendenti e con le comunità locali, al fine di adottare strategie realmente efficaci, etiche ed ecosostenibili, nel rispetto della fauna selvatica e degli equilibri naturali. LAV Benevento continuerà a vigilare e a opporsi a pratiche che riteniamo barbare, inefficaci e prive di una reale base scientifica.
