Sport, legalità e uso consapevole della rete. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro organizzato dalla Cestistica Benevento “Miwa”, nell’ambito del campo estivo riservato ai ragazzi di età compresa tra i 5 e i 12 anni, al quale ha preso parte il Maggiore Emanuele Grio, Comandante della Compagnia Carabinieri di Benevento.
L’Ufficiale dell’Arma è stato accolto dallo staff dirigenziale della società sportiva, rappresentato dal Presidente Pasquale Zullo, dal Direttore Generale Michele Zullo, dal Responsabile della segreteria e logistica Fabio Mercurio, nonché dai collaboratori e dagli istruttori impegnati quotidianamente nelle attività educative e sportive rivolte ai più giovani.
L’incontro si inserisce nel più ampio impegno dei Carabinieri nella diffusione della cultura della legalità, con particolare attenzione alle nuove generazioni e ai contesti educativi, scolastici e sportivi. L’obiettivo è quello di avvicinare i ragazzi alle Istituzioni, rafforzare il senso civico e fornire strumenti concreti per riconoscere situazioni di rischio, sia nella vita quotidiana sia nel mondo digitale.
Nel corso dell’intervento, l’ufficiale ha affrontato, con linguaggio semplice ma diretto, alcune delle problematiche più attuali che coinvolgono bambini e adolescenti: il cyberbullismo, l’uso dei social network, i rischi legati al gaming online, le dipendenze digitali, gli adescamenti in rete, i ricatti attraverso immagini private, i pericoli del deep web e del dark web, nonché l’importanza di chiedere aiuto agli adulti di riferimento quando ci si trova in difficoltà.
Particolare attenzione è stata dedicata al cyberbullismo, spiegando ai ragazzi che le parole scritte in chat, la diffusione di foto o video senza consenso, gli insulti sui social o l’esclusione volontaria da gruppi online non sono semplici scherzi, ma comportamenti che possono ferire profondamente e produrre conseguenze concrete. È stato ribadito che anche nel mondo digitale valgono le stesse regole del rispetto, della responsabilità e della tutela della dignità della persona.
Ampio spazio è stato riservato anche al tema del gaming online, evidenziando come videogiochi, console e piattaforme online possano rappresentare strumenti di svago e socializzazione, purché utilizzati con equilibrio. Il rischio nasce quando il gioco diventa totalizzante, sottrae tempo allo studio, allo sport, al sonno e alle relazioni reali, oppure quando, attraverso le chat di gioco, si entra in contatto con persone sconosciute che possono nascondere la propria identità.
Nel trattare il tema degli adescamenti online e dei ricatti legati a immagini private, il messaggio rivolto ai ragazzi è stato chiaro: non bisogna mai inviare foto personali o contenuti riservati a sconosciuti, né a persone conosciute solo in rete. In caso di minacce, pressioni o richieste anomale, è fondamentale non vergognarsi, non isolarsi e rivolgersi immediatamente a un genitore, a un insegnante, a un istruttore o alle Forze dell’Ordine. Il silenzio, infatti, può favorire chi cerca di manipolare o ricattare, mentre la richiesta di aiuto rappresenta il primo passo per essere protetti.
Un passaggio significativo è stato dedicato alle insicurezze tipiche dell’età evolutiva. I Carabinieri hanno ricordato ai ragazzi che il valore di una persona non dipende dai like, dai follower, dall’apparenza fisica o dall’approvazione degli altri sui social. Chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di intelligenza e coraggio. Parlare con un adulto di fiducia, quando qualcosa fa paura o crea disagio, è fondamentale per affrontare tempestivamente ogni problema.
La cornice sportiva dell’incontro ha consentito di collegare il tema della legalità ai valori propri dello sport: rispetto delle regole, disciplina, lealtà, spirito di squadra, autocontrollo e capacità di rialzarsi dopo un errore. Lo sport, e in particolare il basket, è stato indicato come uno strumento prezioso per la crescita dei ragazzi, perché insegna che nessun risultato importante si raggiunge da soli e che il rispetto dell’avversario, dei compagni, dell’allenatore e delle regole è parte essenziale della formazione personale.
L’iniziativa ha confermato il ruolo centrale dell’Arma dei Carabinieri non solo nell’attività di prevenzione e contrasto dei reati, ma anche nella promozione di una cultura della legalità fondata sulla vicinanza ai cittadini, sull’ascolto e sull’educazione delle nuove generazioni.
La collaborazione tra Carabinieri, famiglie, scuola, associazioni sportive e realtà educative del territorio rappresenta un presidio fondamentale per accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita sano, consapevole e responsabile, aiutandoli a riconoscere i rischi, a rispettare gli altri e a comprendere l’importanza di chiedere aiuto quando necessario.
