Quelle "anomalie termiche nel Calore" osservate dall'alto

Processo per l'inquinamento dei fiumi, in aula ufficiale delle Capitanerie di Porto

Benevento.  

“Abbiamo operato in due distinti momenti: il 14 aprile e l'8 ed il 9 luglio 2011. In entrambi i casi le nostre rilevazioni hanno restituito le identiche anomalie...”. Parola dell'ammiraglio Paolo Cafaro, comandante della base “Aringhieri” degli aeromobili delle Capitanerie di Porto a Sarzana, ascoltato questa mattina, come teste del pm Donatella Palumbo, nel processo a carico di 23 attuali o ex sindaci sanniti coinvolti nell’inchiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente e della forestale sull’inquinamento dei fiumi Calore, Sabato e Isclero.

L'ufficiale ha riferito, in particolare, sullo stato del Calore, all'epoca finito nel mirino, al pari del Volturno, di un telerilevamento. Obiettivo: mappare gli scarichi e individuare quelli non autorizzati. “Abbiamo osservato decine e decine di immissioni nel corpo idrico principale che presentavano anomalie termiche”, ha spiegato. Differenze di temperatura che, ha aggiunto, “sono un indice di possibili problematiche”. E quando gli è stato chiesto di precisare quali potessero essere, ha risposto che determinate situazioni si verificano o “perchè nel canale ci sono sostanze diversa dall'acqua, o perchè l'acqua è più calda”. Rimandando ad ulteriori approfondimenti non di sua competenza.

Enzo Spiezia