Lui, un 26enne di Telese Terme, ai domiciliari per altro, lei, sua convivente e mamma della loro bimba, che sarebbe stata costretta a subire umiliazioni e minacce di ogni tipo. Comportamenti nei quali è stata ravvisata l'ipotesi di reato di maltrattamenti aggravati, per i quali il giovane è ora finito in carcere sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Maria Amoruso su richiesta del pm Stefania Bianco.
L'hanno eseguita i carabinieri della locale Stazione in una indagine partita con la querela sporta dalla donna, che ai militari aveva raccontato il trattamento che l'uomo, difeso dall'avvocato Antonio Leone, le avrebbe riservato da alcuni anni. Spesso sotto l'effetto dell'alcol e delle sostanze stupefacenti, l'avrebbe umiliata e offesa pesantemente. Condotte scatenate anche da motivi banali, come la pulizia del pavimento, a suo dire non lavato adeguatamente, e comunque da ogni cosa che iei faceva.
Aggressioni verbali praticamente quotidiane, condite con minacce di morte se avesse chiamato le forze dell'ordine o avesse terminato la relazione, accompagnate talvolta anche da violenze fisiche. Come quando lei si era rifiutata di dargli la card del reddito di inclusione o di comprargli la droga: un no che le era costato la testa sbattuta contro un vetro della finestra, schiaffi e i colpi ricevuti alla testa con una bottiglia di plastica riempita a metà. Da qui l'adozione del provvedimento restrittivo, per il pericolo di reiterazione del reato, a carico del 26enne, per la sua pretesa di far andare le cose come diceva lui e basta.
