Depuratore Ponte Valentino, chiesto il dissequestro: un isolato scarico anomalo

Benevento. Discusso il ricorso della Multiservice e del suo amministratore

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Benevento.  

Discusso questa mattina dinanzi al Tribunale del Riesame di Benevento, che si pronuncerà nelle prossime ore, il ricorso curato dall'avvocato Federico Romano contro il sequestro del depuratore Asi di contrada Ponte Valentino, la cui gestione è stata affidata in concessione, nel 2020, alla 'Multiservice srl' di cui è legale rappresentante Clemente Massaro..

Come si ricorderà, il provvedimento, eseguito il 25 luglio dai carabinieri forestali, era stato adottato dopo i miasmi che avevano appestato l'aria nella zona nord di Benevento, e non solo, scatenando le comprensibili proteste dei residenti, e l'inquietante schiuma nel fiume Calore che aveva devastato la fauna ittica.

Un sequestro preventivo con facoltà d'uso dell'impianto, di cui è stato chiesto l'annullamento perchè, secondo il legale, ciò che è accaduto è la conseguenza di un episodio isolato dovuto ad una scarico anomalo avvenuto il 15 luglio, con quantità oltre il limite fissato e concentrazioni di ammoniaca che spiegano il 'macello' nel Calore. Romano ha anche fatto presente che da quel momento in poi i controlli costanti non hanno fatto registrare più alcun problema, e che esiste la necessità di procedere ad alcuni lavori in una vasca.

Lo ripetiamo: il depuratore è la base di un triangolo i cui due lati sono costituiti dalla Sanav e dall'impianto di biometano. La prima è un'azienda che da anni si occupa del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, nel 2024 fu interessata da un sequestro per l'assenza – in soldoni – di determinati interventi da effettuare. Sono stati realizzati ed hanno portato nell'ottobre dello scorso anno ad una nuova operatività. Anche l'impianto di biometano tra Benevento e Pietrelcina è stato chiuso, generando il problema della rimozione totale delle biomasse presenti. Migliaia di tonnellate, un problema rispetto al quale i vertici dell'azienda si sono impegnati per la sua soluzione, che ha anche innescato un botta e risposta tra Comune e Regione.

Questo il quadro della situazione, al centro di una inchiesta diretta dal procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò, nell'ambito della quale, come anticipato da Ottopagine, è stato ascoltato come persona informata sui fatti il presidente del Consorzio Asi, l'avvocato Domenico Vessichelli.