Depuratore Ponte Valentino, chiesto il dissequestro: no del Riesame

Benevento. Respinto il ricorso della Multiservice e del suo amministratore

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Benevento.  

Discusso questa mattina (ieri ndr) dinanzi al Tribunale del Riesame di Benevento, che (aggiornamento ora 12.17 del 9 settembre) l'ha poi respinto, il ricorso curato dall'avvocato Federico Romano contro il sequestro del depuratore Asi di contrada Ponte Valentino, la cui gestione è stata affidata in concessione, nel 2020, alla 'Multiservice srl' di cui è legale rappresentante Clemente Massaro..

Come si ricorderà, il provvedimento, eseguito il 25 luglio dai carabinieri forestali, era stato adottato dopo i miasmi che avevano appestato l'aria nella zona nord di Benevento, e non solo, scatenando le comprensibili proteste dei residenti, e l'inquietante schiuma nel fiume Calore che aveva devastato la fauna ittica.

Un sequestro preventivo con facoltà d'uso dell'impianto, di cui è stato chiesto l'annullamento perchè, secondo il legale, ciò che è accaduto è la conseguenza di un episodio isolato dovuto ad una scarico anomalo avvenuto il 15 luglio, con quantità oltre il limite fissato e concentrazioni di ammoniaca che spiegano il 'macello' nel Calore. Romano ha anche fatto presente che da quel momento in poi i controlli costanti non hanno fatto registrare più alcun problema, e che esiste la necessità di procedere ad alcuni lavori in una vasca. Non è escluso che sulla pronuncia del collegio giudicante abbia pesato l'assenza degli ultimi dati Arpac.

Lo ripetiamo: il depuratore è la base di un triangolo i cui due lati sono costituiti dalla Sanav e dall'impianto di biometano. La prima è un'azienda che da anni si occupa del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, nel 2024 fu interessata da un sequestro per l'assenza – in soldoni – di determinati interventi da effettuare. Sono stati realizzati ed hanno portato nell'ottobre dello scorso anno ad una nuova operatività. Anche l'impianto di biometano tra Benevento e Pietrelcina è stato chiuso, generando il problema della rimozione totale delle biomasse presenti. Migliaia di tonnellate, un problema rispetto al quale i vertici dell'azienda si sono impegnati per la sua soluzione, che ha anche innescato un botta e risposta tra Comune e Regione.

Questo il quadro della situazione, al centro di una inchiesta diretta dal procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò, nell'ambito della quale, come anticipato da Ottopagine, è stato ascoltato come persona informata sui fatti il presidente del Consorzio Asi, l'avvocato Domenico Vessichelli.