Tre condanne e due assoluzioni sono state decise dal giudice Murgo nel processo a carico delle cinque persone – una sesta è nel frattempo scomparsa -, tutte di Benevento,coinvolte in una inchiesta centrata sulle minacce ai familiari di un teste nell'indagine sull'omicidio di Cosimo Nizza, per costringerlo a ritrattare le sue dichiarazioni.
La condanna a 2 anni e 6 mesi è scattata per Raouda Bent Bejaoui, 63 anni, e Annarita Taddeo, 35 anni, 2 anni e 4 mesi, invece, a Giuliana De Nunzio, 68 anni. Il capitolo delle assoluzioni riguarda Nazzareno Taddeo, 64 anni, e Luca Manco, 49 anni, difesi dagli avvocati Vincenzo Sguera e Claudio Fusco. Non doversi procedere, infine, nei confronti di G. F., 69 anni, nel frattempo scomparso, assistito dall'avvocato Francesco Fusco.
Si tratta di una inchiesta del pm Flavia Felaco e della Squadra mobile che nel luglio 2019 era sfociata in una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti delle tre donne, poi tornate in libertà, con il divieto di avvicinamento all'abitazione ed ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese – rappresentate dall'avvocato Antonio Leone – dopo l'interrogatorio di garanzia. Un appuntamento nel corso del quale avevano ammesso le loro condotte, ma le avevano giustificate con motivi di astio precedenti, non con la volontà di intimidire quelle persone per costringere un loro familiare a rimangiarsi ciò che avevano affermato nell'inchiesta sul delitto Nizza, ucciso a colpi di pistola il 27 aprile del 2009 sotto la sua abitazione al rione Libertà.
Un omicidio per il quale è stato condannato all'ergastolo Nicola Fallarino.
