Costretti a chiedergli il permesso per qualsiasi cosa. Per andare in bagno a lavarsi i capelli, per bere durante i pasti, fare la doccia o caricare il cellulare. Se le cose sono davvero andate come ipotizza l'inchiesta del pm Stefania Bianco e della Mobile, per quei due minori la vita sarebbe stata a dir poco complicata. Presunte vittime dei maltrattamenti ai quali li avrebbe sottoposti il nuovo compagno della mamma, che avrebbe riservato certi comportamenti anche alla figlia nata dal rapporto con la donna.
I fatti vanno dal 2018 allo scorso febbraio, quando i due ragazzi – tutto sarebbe iniziato quando avevano 8 e 9 anni – erano andati in Questura con il loro papà, chiedendo ed ottenendo di essere affidati a lui e di non abitare più con quel 59enne, residente in un centro della provincia non distante da Benevento. Difeso dagli avvocati Angelo Leone e Grazia Luongo, all'uomo vengono contestati i comportamenti che avrebbe mantenuto nei confronti dei due minori – sono assistiti dagli avvocati Nazzreno Fiorenza e Maria Renata Sabella –, che sarebbero stati minacciati di percosse se non avessero rispettato le sue regole.
Per entrambi orecchie e capelli tirati, pugni alla testa e calci, anche in presenza di sua figlia, che avrebbe sculacciato intensamente quando faceva i capricci. Circostanze al centro di un incidente probatorio che questa mattina si è svolto in Questura dinanzi al gip Salvatore Perrotta con l'obiettivo di cristallizzare le dichiarazioni dei tre minori, uno dei quali, la figlia dell'indagato, avrebbe smentito le affermazioni degli altri due, nelle quali la difesa avrebbe colto più di una contraddizione. Come sempre in questi casi, di parere opposto i legali delle parti offese.
