Due maxi incendi, divampati nel pomeriggio di ieri sul Taburno, in Valle Caudina e sulla montagna di San Michele, a circa 15 chilometri, in Vale Vitulanse. L'uno ha bruciato la zona che delimita i 'piedi' della Dormiente del Sannio, l'altro il petto del complesso di monti conosciuto in tutta la Campania e oltre per la particolare figura che rappresent auna donna che riposa sdraiata. Due roghi, quasi certamente dolosi che hanno tenuto con il fiato sospeso numerose comunità.
Una notte di paura, rabbia e incredulità quella appena trascorsa per i residenti di Foglianise e tanti altri centri ai piedi della Dormiente del Sannio, il massiccio formato dal Taburno, Camposauro e dalla montagna di San Michele sulle cui pareti rocciose è incastonato l'eremo di San Michele Arcangelo che nella notte è stato circondato da fiamme altissime alimentate dal forte vento che hanno distrutto circa 50 ettari di pineta e macchia. Un rogo, in questo caso, appiccato su più versanti. Le fiamme, come ben si denota dalle foto, hanno dapprima percorso la parete in salita del monte per unirsi in cima, poi è cambiato il vento e si sono pericolosamente avvicinate alla base, verso le case nel comune di Foglianise, presidiate da dieci squadre dei vigili del fuoco del Sannio e arrivati in valle Vitulanse anche da altri comandi provinciali. Un incendio in quota che per fronteggiarlo sono serviti quattro mezzi aerei che nella serata di ieri e questa mattina hanno gettato tonnellate d'acqua sui fronti di fuoco. In azione le squadre antincendio della Comunità Montana del Taburno della Regione Campania con il Dos, ovvero lo specialista che da terra coordina le azioni di aerei, elicotteri e squadre sul campo.
Un'azione sinergica che solo in mattinata ha fatto sì che il fronte del fuoco sia stato spento.
“Un crimine contro il Creatore, il Creato e le creature ma soprattutto il bene della Comunità” lo ha definito don Nicola Gagliarde, parroco di Folgianise che impotente, come tutti i cittadini, per gran parte della notte e la mattinata ha osservato la montagna di San Michele ferita, “Un luogo – ha tuonato don Nicola – di spiritualità dove si va a chiedere la protezione a San Michele”.
E' arrabbiato, deluso, stanco il sindaco di Foglianise, Giovanni Mastrocinque che con le lacrime agli occhi dice: “Non ci sono parole per descrivere quello che hanno fatto. Uno scempio, hanno distrutto una valle tra qui e il Taburno. Posso solo ringraziare il comandante provinciale dei vigili del fuoco Capolongo ed il suo vice Iandolo che per tutta la notte ci hanno fornito assistenza continua e professionale. Grazie alle squadre della Regione Campania. Tante professionalità in campo ma ci sentivamo impotenti dinanzi a quelle scene di fuoco. Mi auguro che si facciano indagini scrupolose”.
“Ci sono in volo tre aerei e un elicottero antincendio e per fortuna qui a Foglianise la situazione è sotto controllo” ha invece spiegato Domenico Rapuano, Dos della Comunità montana del Taburno che coordina le operazioni di spegnimento della montagna di san Michele.
Sotto controllo l'incendio a Foglianise, ancora lavoro, invece, per il rogo che, sempre da ieri sta interessando il Taburno, in Valle Caudina dove sono in azione mezzi aerei e squadre di terra.
