"Estorsione da 60mila euro per palazzo Passarelli", assolto Saverio Sparandeo

Benevento. La sentenza per il 64enne: il fatto non sussiste. Contestata l'aggravante mafiosa

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Benevento.  

Il pm della Dda Vincenzo Toscano, qualche anno fa aggregato per un periodo alla Procura di Benevento, ne aveva chiesto la condanna a 14 anni. Ma il Tribunale, incrociando le conclusioni della difesa, lo ha assolto, perchè il fatto non sussiste, dall'accusa di estorsione, aggravata dal metodo camorristico, ai danni di un imprenditore.

Era stata contestata a Saverio Sparandeo (avvocati Antonio Leone e Luca Russo), 64 anni, di Benevento, già noto alle forze dell'ordine, che nel 2021 era stato chiamato in causa da una indagine della Dda di Napoli, al pari di altre ventuno persone, su una serie di estorsioni che sarebbero state messe a segno a Castellammare di Stabia da imputati ritenuti riconducibili al clan D'Alessandro.

Sprandeo era stato rinviato a giudizio dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata, che nel 2023 si era dichiarato incompetente territorialmente ed aveva trasmesso a Benevento gli atti relativi ad una vicenda antecedente al dicembre del 2013. Quando, secondo gli inquirenti, l'imputato avrebbe indotto il costruttore del palazzo Passarelli, al viale Atlantici, a corrispondergli in più tranche la somma di 60mila euro, mediante minaccia “concretatasi nella valenza intimidatoria derivante dalla sua riconducibilità al clan Sparandeo”. Oggi la discussione e la decsione del Tribunale, con l'assoluzione di Saprandeo.