Quaranta, cinquanta e sessant'anni. Trascorsi nell'estenuante attesa delle udienze, studiando i fascicoli, ascoltando le ragioni degli assistiti e cercando di difenderle. La vita di un avvocato, la toga sulle spalle e un lavoro che deve essere per forza animato dalla passione, altrimenti diventa insostenibile. Uno sforzo che il Consiglio dell'Ordine forense di Benevento ha voluto celebrare premiando al Teatro Comunale, questa mattina, coloro che hanno raggiunto i 40, 50 e 60 anni di professione.
“Lo abbiamo fatto per condividere il senso profondo della nostra attività e ribadire il legame con il territorio”, ha spiegato Stefania Pavone, presidente dell'Ordine, che rivolgendosi ai colleghi ha affermato: “Non celebriamo solo il tempo , ma ciò che avete fatto in questo tempo. Perchè le competenze si possono insegnare, i valori si devono trasmettere”. Il magistrato Arturo Avolio, a nome di Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di appello di Napoli, ha evidenziato “l'impegno congiunto di magistratura ed avvocatura in un Distretto complicato”, mentre il giudice Maria Ilaria Romano, presidente Vicario del Tribunale sannita, fresca di elezione al Csm, ha sottolineato “il significato della cerimonia per l'intera comunità giudiziaria, come omaggio alle vite professionali ed occasione per riflettere sulla professione forense, essenziale per l'ordinamento”. Il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò ha ricordato che “uno Stato di diritto non può esistere senza un difensore libero e preparato”, e che è un “errore l'esclusione dell'avvocatura, allo stato, dal processo penale telematico”.
Gaetano Paolino, presidente dell'Unione dei Fori Campani, ha annunciato la prossima riforma della professione, che “comporterà il dover affrontare nuovi concetti”, sulla quale si è soffermato Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense: “Nel nuovo ordinamento vengono riaffermati autonomia e indipendenza, segreto professionale, lealtà con l'assistito, nuove regole di accesso ad una professione che ogni giorno riafferma, con la tutela dei diritti, i principi fondamentali della democrazia e della liberà nel nostro Paese”. A chiudere gli interventi il sindaco Clemente Mastella che ha richiamato “l'umanesimo giudiziario”, uno dei temi che gli sono più cari, e la necessità, come da Costituzione, che le Procure “indaghino anche le innocenze, ovunque siano”. Poi, finalmente., la consegna delle medaglie.
40 ANNI - Avvocati Clementina Ambrosino, Luigi Barbieri, Angelo Antonio Barrasso, Rocco Leonardo Contardo, Vittorio Giuseppe Angelo D'Amico, Domenico De Caterina, Felicita Delcogliano, Benedetto Del Vecchio, Salvatore Forgione, Michele Izzo, Alessio Lazazzera, Vincenzo La Brocca, Nicola Marino, Michele Marotti, Giovanni Montefusco, Michele Morone, Francesco Nazzaro, Lucciano Nicolella, Erminio Angiolino Pacifico, Antonio Paglia, Leonardo Paolo Paoletti, Ester Perifano, Guiodo Principe, Francesco Romano, Roberto Russo, Carmelo Sandomenico, Michele Truppi, Bartolo Vincenzo Vesce, Massimo Vitale.
50 ANNI- Avvocati Antonio Aceto, Antonio Caroscio, Giuseppe Lo Conte, Raffaele Marenghi, Antonio Mascia, Vincenzo Megna, Giuseppe Miele, Erminio Striani.
60 ANNI- Avvocati Pompeo Falco, Mario Omaggio, Antonio Paglia, Mario Collarile. Infine, una targa commemorativa per l'avvocato Luigi Supino.
