Prima un investigatore che ha ripercorso l'attività svolta, poi il titolare di un pub-pizzeria a Ceppaloni. E' lui la parte offesa nel processo, in corso dinanzi al Tribunale, nato da un'indagine dei carabinieri e della Dda e nel quale sono imputati, con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo camorristico, Corrado Sparandeo, 30 anni, Giuseppina Piscopo, 32 anni, Silvio Sparandeo, 26 anni, e Italo Di Pietro, 33 anni, tutti di Benevento, difesi dagli avvocati Antonio Leone e Maria Cristina Caracciolo.
Rispondendo alle domande, il commerciante ha escluso di aver subito minacce o pressioni, sostenendo che i soldi sborsati altro non erano che un regalo, un gesto di liberalità nei confronti di persone che conosceva da tempo. Tutt'altra, invece, la ricostruzione degli inquirenti, che ritengono quegli 800 euro una tangente che sarebbe stato costretto a pagare. (continua a leggere sull'App di Ottopagine)
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