Sesso e abusi nel convento di Padre Pio: Anna ti leccherei...

Vittima una donna, oggi 40enne. Ha denunciato un laico e tre frati. Sms choc.

L'inchiesta riportata sull'ultimo numero de L'Espresso. I piccanti sms dei religiosi di San Giovanni Rotondo. L'esilio degli indagati. La punizione per i frati che hanno collaborato.

Benevento.  

Sesso, violenza a ritorsioni nel convento di Padre Pio. Una storia raccontata sull'ultimo numero de “L'Espresso” che getta ombre su uno dei conventi più famosi nel mondo, quello di San Giovanni Rotondo. Una lunga inchiesta giudiziaria e centinaia di conversazioni telefoniche, sms inequivocabili, descrivono fin nei dettagli una vicenda di abusi e molestie sessuali. La vittima è Anna Verde (nella foto), una donna oggi 40enne. Dopo anni di silenzi, è riuscita a trovare il coraggio di raccontare tutto. Una lunga deposizione. Prima agli agenti della polizia foggiana. Poi agli investigatori della sezione di pg della procura. Le sue accuse hanno anche trovato delle conferme. In particolare da tre frati, ascoltati dagli inquirenti, che hanno vissuto in tempi diversi nel convento pugliese. E proprio per quelle deposizioni, per aver parlato delle molestie, accusando di fatto alcuni confratelli, per i tre frati è arrivata la punizione. Hanno infatti subito dei procedimenti disciplinari da parte dei superiori dell'ordine dei frati minori cappuccini. In pratica, per tutti e tre il trasferimento immediato in altre province e per un tempo indeterminato. Sono stati esiliati. E con un provvedimento aggiuntivo: non possono parlare con estranei. Stanno pagando a caro prezzo la scelta di aver collaborato con gli investigatori e denunciato vicende torbide e terribili accadute dietro le mura del convento.

La donna sarebbe stata costretta a sottomettersi, a subire molestie e tentativi di violenza sessuale. In caso di rifiuto – le veniva fatto intendere – sarebbe stata licenziata.

I frati scrivevano ad Anna messaggi di questo tenore: «Vorrei essere un neo per trovarmi nei posti più insensati, vorrei essere una crema di bellezza, per massaggiarti, vorrei essere un indumento per stare sempre addosso a te, ma ora vivo solo nell'immaginario e per questo mi accontento!». Ma c'era pure chi si sbilanciava su temi più caldi: «Anna vorrei leccarti (…) per me non è un problema la notte mi (…) pensando la tua (...)».
La donna ha denunciato un laico che lavora nel convento e alcuni frati (anche loro trasferiti per il momento in un'altra struttura). Per il laico, accusato di molestie e violenza sessuale, c'è già un processo che si svolge davanti ai giudici del tribunale di Foggia. Per i frati, ma sono state necessarie molte sollecitazioni, è stato aperto un fascicolo. I pm di Foggia non hanno contestato abusi sessuali, ma solo “maltrattamenti sul luogo di lavoro”.

La difesa della donna sostiene che sui frati non sono state fatte le necessarie indagini. I magistrati hanno ritenuto insussistenti i reati e chiesto l'archiviazione. Archiviazione alla quale si è opposta Anna Verde. Spetta ora al gip pronunciarsi sulla decisione degli inquirenti.

elti