Accusato di usura, commerciante finisce in carcere

Misura aggravata per un 37enne che da maggio era ai domiciliari

Benevento.  

Lo scorso 25 maggio era finito agli arresti domiciliari in un'indagine del sostituto procuratore Assunta Tillo e dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del tenente colonnello Luca Lauro; da stasera, invece, per lui si sono aperte le porte del carcere. Avrebbe violato le prescrizioni alle quali era sottoposto, Pasquale Parrella, il 37enne di Benevento, gestore di un bar in via Napoli, pavimentista, colpito da un'ordinanza con la quale il gip Flavio Cusani ha aggravato la misura nei suoi confronti.

Nel provvedimento vengono ipotizzati anche altri capitoli a carico dell'uomo, che gli inquirenti ritengono responsabile del prestito di somme di denaro che sarebbero state restituite con tassi d'interesse esorbitanti. Soldi dati a persone che erano in difficoltà economiche, che li avrebbero utilizzati per pagare le cure mediche ad un figlio malato o disabile, per saldare i fitti e le bollette della luce arretrati. Questo il quadro tratteggiato dagli inquirenti, che Parrella, difeso dall'avvocato Antonio Leone, aveva respinto quando era stato interrogato, spiegando che quei soldi erano il corrispettivo di lavori di pavimentazione, non pagati, o prestiti a titolo di amicizia a coloro che ne avevano bisogno.

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